Agea, Vitale: Agenzia al passo della profonda trasformazione settore agricolo. Nel 2025 erogati 10 mld, +24%
“Oggi presentiamo il 2° annual report, che racconta la profonda trasformazione del settore agricolo nazionale, un settore strategico del paese. Si parla di sicurezza alimentare, presidio territoriale, sovranità. Ogni pagamento, controllo e certificazione contribuisce alla qualità del Made in Italy”.
Così Fabio Vitale, direttore Agea, in occasione della presentazione del 2° Annual Report a Roma.
“Oggi affrontiamo molti fattori che rendono instabile l’equilibrio del settore agricolo. Il cambiamento climatico colpisce direttamente sulla stabilità del sistema. Affrontiamo inoltre la trasformazione della futura Pac, con l’introduzione della condizionalità sociale e gli ecoschemi. Tutte sfide richieste alle aziende agricole, che devono essere accompagnate in questo percorso.
Le amministrazioni non possono solo svolgere funzioni amministrative, ma capacità di adattamento e risposte. Agea no è solo un ente erogatore, ma una struttura strategica in aiuto dell’agricoltura nazionale. Oltre alla puntualità dei pagamenti, necessari per la programmazione di chi investe e produce.
A partire da questo abbiamo avviato un processo di innovamento, per superare le frammentazioni storiche, migliorare il coordinamento con l’obiettivo di creare un modello avanzato, che include la gestione integrata delle banche date agricole.
Nel 2025 il valore patrimoniale degli asset informatici è cresciuto del 6%: il dato non è più un elemento amministrativo, ma un valore aggiunto.
Agecontrol ha effettuato 116mila controlli nel 2025, certificando esportazioni per oltre 1 miliardo di euro.
Ancora più importante è il presidio della legalità e l’applicazione della condizionalità sociale, tutto per tutelare la dignità del lavoratore agricolo. Abbiamo erogato 10 miliardi, con un aumento del 24% tra il 2025 e 2024. Le risorse hanno rappresentato il 14% della produzione agricola nazionale, confermando la centralità della Pac.
L’aumento dell’erogazione ha riguardato tutti i comparti del sostegno. Sul fronte della gestione del rischio ha superato i 12 milioni di euro con un aumento del 149%. Agea ha contribuito con oltre 5 milioni di erogazione, il principale canale per il settore primario.
Per lo sviluppo rurale abbiamo raggiunto il 99,6% delle risorse disponibili. Tutto questo rappresenta la capacità dello stato di supportare il sistema produttivo ed a questo si aggiunge la possibilità di anticipare di 6 mesi l’apertura del fascicolo aziendale, così da predisporre nei tempi la documentazione.
I CAA hanno migliorato la qualità dell’assistenza agricola.
La Governance del dato agricolo garantisce maggiore coerenza amministrativa e una maggiore qualità. Si tratta di un passaggio strategico, che rende i dati dinamici, un ecosistema evoluto che include nuovi strumenti di analisi avanzata, compresi sistemi satellitari e georeferenziati. Tutto questo rende il rapporto tra agricoltori e ente più collaborativi.
Abbiamo inoltre aggiunto i droni nel monitoraggio, attraverso un accordo con Enac, così da accelerare i ristori in occasione di calamità. Il modello evoluto Agea si basa sulla previsione attraverso i dati, garantendo la trasparenza, non più basato unicamente sulla repressione, ma sulla prevenzione di anomalie. Grazie a questo abbiamo recuperato oltre 73 miliardi di risorse pubbliche, analizzando, nel 2025, oltre 25mila beneficiari.
Tutto questo è possibile attraverso il portale delle segnalazioni anonime, che ha portato all’apertura di 74 fascicoli.
Abbiamo anticipato l’attivazione della condizionalità sociale rispetto alla prossima PAC, così da puntare su un maggior monitoraggio del territorio, rafforzando la capacità di intervento pubblico.
L’agenzia si è trasformata sul lato umano, con una maggiore competenza e preparazione, anche attraverso la formazione, con maggiore responsabilità delle persone. I funzionari di Agea hanno beneficiato di oltre 14mila ore di formazione.
L’investimento ha riguardato competenze amministrative, digitali, analisi dati, ma soprattutto il cambiamento è culturale, creando un’amministrazione competente e questo cambiamento riguarda anche i CAA, uno dei principali punti di contatto.
Il modello italiano è oggi riconosciuto anche a livello internazionale, europeo ed extraeuropeo, come Georgia, Uzbekistan e Ucraina. Abbiamo sviluppato una rete europea finalizzata a ricerca e innovazione, così da rafforzare la capacità dell’agenzia di partecipare a progetti su IA e Cyber security.
La Corte dei Conti ha riconosciuto il percorso intrapreso, una valutazione importante che testimonia l’affidabilità istituzionale, tutto questo per aumentare l’autorevolezza.
Guardando oltre il 2027 abbiamo tre punti cardine: accessibilità, semplificazione e rafforzamento del primario. La futura programmazione complica l’aspetto amministrativo, per questo serve un manifesto nazionale della semplificazione agricola, superando una frammentazione istituzionale e territoriale. Per questo va rivisto il sistema degli organismi pagatori, che sono il punto di contatto. Per questo sarà necessario aumentare l’autonomia gestionale. Serve una governance più moderna, capace di erogare velocemente e monitorarli.
La Pac costituisce uno strumento anticiclico fondamentale per le aziende agricole e per le aree interne. Ma per il futuro bisogno interrogarsi sul futuro del settore, attraverso una profonda analisi sugli scenari futuri.
Uno degli obiettivi è la valorizzazione del patrimonio fondiario dei terreni abbandonati, per questo è stato creato un nuovo strumento di individuazione, così da utilizzarli per rafforzare il sistema agricolo e salvaguardare le aree interne.
Infine il tema dei giovani: deve diventare uno degli obiettivi strategici nazionali del prossimo decennio, così da inserire le nuove generazioni nel nostro sistema produttivo agricolo e di questo fa parte anche l’arrivo di lavoratori da altri paesi”.