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CIA11/06/2026 16:40

Aree interne: incontro in Cia con Fitto. Diritto a restare improrogabile

Aree interne: incontro in Cia con Fitto. Diritto a restare improrogabile

 

“Il diritto a restare è un principio improrogabile e non negoziabile, un pilastro fondamentale delle politiche europee e nazionali di coesione che non può essere ridotto a mera, sebbene cruciale, questione infrastrutturale e demografica. Va messo nero su bianco, una volta per tutte e con sostegno concreto, che senza imprese agricole vitali e multifunzionali, che presidiano il territorio e offrono servizi alle comunità, lo spopolamento e il degrado delle aree interne avanzerà inesorabilmente”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, al vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitti, ricevuto, oggi, insieme al comitato esecutivo, nella sede della Confederazione.

Sul tavolo, per l’appunto, il contributo di Cia alla Strategia Ue sul “diritto a restare: la tua regione, il tuo futuro” e la richiesta fondamentale di un riconoscimento pieno del ruolo multifunzionale dell’agricoltura come bene pubblico europeo, servizio di interesse generale e infrastruttura strategica per la vitalità economica, sociale e ambientale delle aree interne e montane. In Italia -ricorda Cia- le aree rurali coprono circa il 60% della superficie nazionale e ospitano oltre il 22% della popolazione, una componente essenziale del sistema Paese.

Negli otto ambiti che articolano il documento di Cia, la proposta, dunque, di azioni stringenti per rendere effettivo il diritto a restare nei territori rurali e marginali: dal riconoscimento dell’imprenditore agricolo multifunzionale come presidio indispensabile, alla trasformazione delle aziende in hub rurali di servizi agrituristici, sociali, energetici e culturali; dal rafforzamento della connettività digitale come diritto fondamentale (da garantire entro il 2030) al potenziamento di sanità, scuola, mobilità e welfare di prossimità. Il documento individua, inoltre, la necessità di una fiscalità dedicata e di strumenti economici mirati per giovani, imprese agricole e attività dell’economia verde, di investimenti in formazione digitale, oltre a una gestione sostenibile di suolo, acqua e foreste. Senza dimenticare la partecipazione alle comunità energetiche, all’agricoltura sociale e alla valorizzazione dei servizi ecosistemici. Urgente, infine, anche una governance multilivello che coordini Pac, politica di coesione, bio-economia e politiche per la transizione ecologica ed energetica.

“Garantire alle persone la possibilità concreta di vivere, lavorare e costruire il proprio futuro nei territori che chiamano casa -ha aggiunto Fini- deve essere una delle principali sfide democratiche dell’Europa. Per questo chiediamo all’Europa l’integrazione complessiva delle nostre proposte, perché servono politiche stabili, incentivi di lungo periodo e una programmazione territoriale che premia chi investe proprio lì dove il rischio abbandono e dissesto sono tangibili. La sinergia in questo senso tra tutte le politiche Ue è chiaramente fondamentale, a cominciare dalla restituzione di un vero protagonismo dell’agricoltura attraverso una Pac post 2027 solida, autonoma e adeguatamente finanziata. Ringrazio il vicepresidente della Commissione Ue Fitto -ha concluso Fini- per l’attenzione nei nostri confronti, per il momento di scambio proficuo direttamente nella sede nazionale di Cia e, soprattutto, per la determinazione nel portare avanti una strategia europea per le aree interne”.