Roma - Enasarco, Tuttofood: i 70.000 agenti di commercio valgono 75 miliardi nel settore Food. INFOGRAFICA
L’edizione 2026 di Tuttofood a Milano consacra l’industria alimentare italiana come il primo settore manifatturiero del Paese, forte di un fatturato che ha raggiunto la soglia dei 195 miliardi di euro. In questo contesto di crescita strutturale, la figura dell’agente di commercio iscritto alla Fondazione Enasarco emerge come il pilastro fondamentale per la circolazione della ricchezza nazionale. Su una platea di circa 210.000 professionisti attivi, ben 70.000 sono specializzati nel comparto Food & Beverage, rappresentando la categoria merceologica più densa e strategicamente rilevante dell’intero sistema dell’intermediazione. Questi operatori non si limitano a gestire vendite, ma assicurano che l’incremento di valore registrato nel settore primario si trasformi in flussi finanziari certi per le imprese di trasformazione.
70.000 AGENTI DI COMMERCIO PER I 75 MILIARDI DI VOLUME D’AFFARI NEL COMPARTO FOOD
L’importanza sistemica degli agenti è dimostrata dalla correlazione diretta tra la produzione agricola e i contratti firmati sul campo. Nel 2026, il 4% del PIL riferito al settore agricolo genera un Valore Aggiunto primario di circa 88 miliardi di euro, costituendo la base della piramide produttiva che, una volta processata dall’industria della trasformazione, produce il fatturato alimentare nazionale di 195 miliardi. L’intermediazione degli agenti di commercio interviene proprio in questa fase per sbloccare il valore che non transita dai canali diretti della grande distribuzione organizzata. I 75 miliardi di euro intermediati dai 70.000 agenti Enasarco del comparto food rappresentano la sintesi di questo processo distributivo, incidendo per il 15% sui 500 miliardi di euro totali che l’intera rete dei mandatari muove annualmente in Italia tra tutti i settori merceologici.
IL RUOLO DEGLI AGENTI DI COMMERCIO NEI 110 MILIARDI DI CONSUMI HORECA E PROSSIMITÀ
La capillarità della rete Enasarco è evidente nel mercato del consumo fuori casa e del dettaglio specializzato, ambiti che nel 2026 valgono complessivamente 110 miliardi di euro e che dipendono quasi integralmente dalla negoziazione professionale dei mandatari. È interessante notare come il volume intermediato nel solo food arrivi a coprire quasi l’85% dell’intero valore prodotto dall’agricoltura italiana, ovvero gli 88 miliardi derivanti dal 4% del PIL citato. Questo significa che, per ogni euro di ricchezza generato dai campi e dalle stalle, la rete degli agenti Enasarco ne mobilita una quota quasi equivalente lungo la filiera commerciale, garantendo la liquidità necessaria al sistema delle piccole e medie imprese. Ogni professionista gestisce mediamente un portafoglio ordini superiore a 1,2 milioni di euro all’anno, fungendo da filtro indispensabile tra la produzione e i punti vendita di prossimità.
AGENTI DI COMMERCIO E GLI 80 MILIARDI DI EXPORT: LA STABILITÀ DEL PATRIMONIO ENASARCO DA 10 MILIARDI
Il contributo degli agenti è stato decisivo anche per il raggiungimento dello storico traguardo di oltre 70 miliardi di euro di export agroalimentare nel 2026, agendo come ambasciatori del valore nazionale sui mercati internazionali. La solidità di questa categoria si riflette direttamente nei conti della Fondazione Enasarco, che sotto la presidenza di Patrizia De Luise ha consolidato un patrimonio di quasi 10 miliardi di euro e un utile di esercizio superiore ai 537 milioni di euro. Come evidenziato dai vertici dell’ente, la capacità degli agenti di generare valore nell’economia reale, partendo dalla valorizzazione del primario agricolo, è la garanzia principale per la tenuta del sistema previdenziale e del welfare di categoria. In un mercato sempre più complesso, l’intermediazione professionale resta l’asset principale per trasformare le eccellenze di Tuttofood in ricchezza misurabile per l’intero Paese.
Enasarco, agenti di commercio “valgono” il 3% del mercato delle auto. INFOGRAFICA
