Florovivaismo: Coldiretti, decreto importante per settore da 3,3 mld
Il nuovo schema di decreto sul florovivaismo è importante per dare certezza a un settore cardine che vale 3,3 miliardi e rappresenta un’eccellenza del Paese. L’auspicio è che il dispositivo possa essere presto approvato, introducendo una serie di modifiche che ne massimizzino gli effetti. Lo ha affermato Coldiretti nel corso dell’audizione davanti alla Nona Commissione del Senato.
Dopo decenni di attesa, il settore ottiene una prima cornice normativa chiara e organica, che distingue il comparto vivaistico da quello floricolo, valorizzando il lavoro delle imprese e ponendo le basi per uno sviluppo più strutturato, anche in chiave di sostenibilità, innovazione e qualificazione professionale. In tale ottica è importante l’introduzione delle figure dell’arboricoltore e degli operatori dei giardini storici, come richiesto da Coldiretti.
Per rafforzare il sostegno al settore, per i contratti di coltivazione si suggerisce di precisare che l’imprenditore svolga una fase necessaria del ciclo biologico e di sostituire il riferimento alla “vendita” con quello alla “cessione” del prodotto, in coerenza con la normativa vigente. Si è posta poi l’attenzione sulla certificazione del materiale forestale di moltiplicazione, a tutela della qualità, del mercato e del patrimonio genetico italiano, evitando i rischi connessi alle importazioni dall’estero. Infine, servirebbe includere esplicitamente la produzione di piante da orto nel vivaismo orticolo, oggi non adeguatamente contemplata
Il florovivaismo italiano rappresenta un pilastro dell’economia nazionale, grazie al lavoro di circa 19mila imprese su una superficie di 30mila ettari. Un contributo decisivo arriva dall’export, che nello stesso anno ha sfiorato 1,3 miliardi di euro, confermando la competitività del Made in Italy sui mercati internazionali, seppur il settore stia risentendo in modo netto della crisi dei costi energetici e dei fertilizzanti scatenata dalla guerra in Iran.