Istat, Zoppas (ICE): Continua la volata dell’export italiano che, ad aprile 2026 rispetto ad aprile 2025, cresce dell’8,8% in valore e del +3,5% in volume
«Continua la volata dell’export italiano che, ad aprile 2026 rispetto ad aprile 2025, cresce dell’8,8% in valore e del +3,5% in volume, portando tra gennaio ed aprile le esportazioni ad aumentare del 3,2% per effetto di una reazione positiva sia dei valori medi unitari, sia dei volumi.
La crescita è trainata da: metalli di base e prodotti in metallo (+32,9%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+52,0%), macchinari e apparecchi (+6,3%), sostanze e prodotti chimici (+10,5%), autoveicoli (+16,1%) e apparecchi elettrici (+10,4%).
La crescita è sostenuta soprattutto dall’area Extra Ue (+12,0%) e, in particolare, dai mercati ad alto potenziale. Si conferma la performance della Svizzera (+39,4% ad aprile – era stata +84,6% a marzo – e +42,9% nel quadrimestre), trainata dai metalli preziosi. Inaspettata la performance degli Stati Uniti (+12,1% ad aprile e +3,7% nel quadrimestre), che continuano a crescere nonostante dazi e cambio euro-dollaro. Continua il consolidamento della Cina (+36,2% ad aprile e +17,7% nel quadrimestre) e dell’India (+11,7% ad aprile e +3,0% nel quadrimestre). È la dimostrazione che, nonostante la volatilità dello scenario internazionale e l’aumento dei costi, i clienti continuano a scegliere il Made in Italy e sono disposti a riconoscerne il valore.
Segnali positivi arrivano anche dall’Unione europea. La Germania, che resta il principale mercato di sbocco per il Made in Italy, ed in ripesa, cresce del 5,0% ad aprile rispetto allo stesso mese del 2025, con l’automotive a +23,1%. Bene anche la Francia (+7,0%), dove l’automotive registra una crescita del 31,5% e dove si conferma la ripresa delle esportazioni di prodotti della moda +7,4%.
Verso il Mercosur l’export italiano cresce del 6,1% ad aprile rispetto ad aprile 2025, mentre il dato del quadrimestre resta negativo (-9,4%). Occorre però considerare che l’accordo è entrato in vigore il 1° maggio e che i suoi effetti non sono ancora visibili nei dati dei primi quattro mesi dell’anno.
A fronte di una sostanziale stabilità delle esportazioni dell’intera UE (+0,2%) – con la sola Francia (+4,4%) tra le grandi economie esportatrici a far meglio dell’Italia – da gennaio ad aprile l’export di Made in Italy cresce del 3,2%. È un dato particolarmente significativo perché arriva in un contesto caratterizzato da conflitti, tensioni geopolitiche, dazi, volatilità dei mercati e un euro forte. Allo stesso tempo, gli accordi in corso di perfezionamento con Mercosur, India e Australia, non hanno ancora prodotto effetti immediati misurabili e significativi sui flussi commerciali.
Passare dai 640 del 2025 all’obiettivo di 700 miliardi di export – indicati dal Governo – sarà possibile se si continua a lavorare di squadra. Dovremo continuare ad accompagnare la crescita delle imprese italiane sui mercati internazionali per raggiungere questo obiettivo che beneficerebbe anche di un accordo tra Stati Uniti e Iran e con la piena apertura dello Stretto di Hormuz. Se verrà confermato e resterà soluzione strutturale»