Mercosur, LE NOVITA, I PRODOTTI INTERESSATI, INFOGRAFICHE e LE REAZIONI
Dopo oltre venticinque anni di negoziati, gli Ambasciatori dei Paesi dell’Unione Europea hanno dato oggi il via libera politico – anche con il voto positivo dell’Italia – alla firma dell’Accordo UE-MERCOSUR.
L’Italia ha sostenuto l’accordo dopo aver chiesto e ottenuto garanzie e clausole di salvaguardia rafforzate per proteggere alcune filiere sensibili del comparto agroalimentare.
L’accordo UE-MERCOSUR – scrive la Farnesina in una nota – è il più grande accordo di libero scambio mai negoziato dall’Unione Europea che porterà alla creazione di un’area di libero scambio di circa 800 milioni di persone.
TAJANI: RAPPRESENTA OPPORTUNITA PER TUTTE LE NOSTRE IMPRESE
Secondo il Ministro degli Esteri Antonio Tajani “l’accordo di libero scambio tra i Paesi dell’UE con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay rappresenta una grande opportunità per tutte le nostre imprese. Un accordo destinato a far crescere le nostre esportazioni, con l’obiettivo di raggiungere i 700mld di export”.
L’intesa prevede l’azzeramento o la forte riduzione dei dazi sui prodotti e servizi che rappresentano oltre il 90% dell’export UE, compresi settori nei quali si concentrano forti interessi commerciali offensivi italiani, quali automotive, macchinari industriali, prodotti chimici e farmaceutici.
I PRINCIPALI PUNTI DELL’ACCORDO RIGUARDANO:
- l’eliminazione degli elevati dazi del MERCOSUR, che consentirà agli esportatori dell’UE di risparmiare oltre 4 miliardi di € di dazi doganali all’anno;
- procedure doganali agevolate per le esportazioni europee;
- accesso preferenziale esclusivo ad alcune materie prime critiche e a determinati prodotti verdi;
- divieto di imitazione di oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell’UE riconosciuti come indicazioni geografiche, di cui 57 italiane. Si tratta del maggior numero di indicazioni geografiche mai protetto in un accordo dell’UE;
- rispetto degli standard europei per i prodotti dei Paesi MERCOSUR importati nella UE.
L’ACCORDO PREVEDE LA TUTELA DELLE SEGUENTI 57 INDICAZIONI GEOGRAFICHE ITALIANE:
Aceto Balsamico di Modena
Aceto Balsamico tradizionale di Modena
Aprutino Pescarese
Asiago
Bresaola della Valtellina
Cantuccini Toscani / Cantucci Toscani
Culatello di Zibello
Fontina
Gorgonzola
Grana Padano
Mela Alto Adige; Südtiroler Apfel
Mortadella Bologna
Mozzarella di Bufala Campana
Pancetta Piacentina
Parmigiano Reggiano
Pasta di Gragnano
Pecorino Romano
Pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino
Prosciutto di Parma
Prosciutto di San Daniele
Prosciutto Toscano
Provolone Valpadana
Salamini italiani alla cacciatora
Taleggio
Toscano
Zampone Modena
Asti
Barbaresco
Barbera d’Alba
Barbera d’Asti
Bardolino / Bardolino Superiore
Barolo
Brachetto d’Acqui / Acqui
Brunello di Montalcino
Campania
Chianti
Chianti Classico
Conegliano – Prosecco
Valdobbiadene – Prosecco
Dolcetto d’Alba
Emilia / dell’Emilia
Fiano di Avellino
Franciacorta
Greco di Tufo
Lambrusco di Sorbara
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro
Marca Trevigiana
Marsala
Montepulciano d’Abruzo
Prosecco
Sicilia
Soave
Toscana / Toscano
Valpolicella
Veneto
Vernaccia di San Gimignano
Vino Nobile di Montepulciano
Grappa
Restano in allerta le organizzazioni agricole riconosciute a livello istituzionale sull’accordo.
COLDIRETTI: NON CI FIDIAMO DELLA VON DER LEYEN, MIGLIORAMENTO CLAUSOLE MA RECIPROCITA INSUFFICIENTE
Secondo la Coldiretti – che ribadisce di non fidarsi della Von der Leyen, “c’è un miglioramento sulle clausole di salvaguardia ottenuto dal Governo italiano, con il passaggio dal 10% originariamente previsto al 5% della soglia per far scattare la tutela sui prodotti agricoli sensibili. Insufficienti, invece, i requisiti di reciprocità. Il Governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale che abbiamo più volte ribadito: chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari richiesti alle nostre imprese agricole”.
CIA: LA QUALITA DEL NOSTRO MADE IN ITALY NON SI BARATTA
La Cia di Cristiano Fini ribadisce che “la qualità del nostro Made in Italy agroalimentare non si baratta. Per questo, sebbene soddisfatti per la soglia di salvaguardia scesa al 5% come da noi richiesto, continuiamo a legare il nostro sì all’accordo Ue-Mercosur solo a parità di regole e condizioni, e a controlli serratissimi, davvero all’altezza di standard produttivi e sanitari che i nostri agricoltori e allevatori sostengono con responsabilità e sacrifici e che sono dovuti a tutti i cittadini europei. Questo il commento del presidente nazionale di Cia-Agricoltori, Cristiano Fini, all’ufficialità dell’intensa, raggiunta dal Coreper II, sul trattato di libero scambio tra Ue e blocco commerciale sudamericano (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay).
“Attenzione, -continua Fini- tutta la partita sulla reciprocità è ancora un elenco di promesse e preannunciate proposte, arrivate dall’ultimo Agrifish in risposta alle nostre pressioni e al lavoro importante fatto dalle nostre istituzioni”.
CONFAGRICOLTURA: FORTI PERPLESSITA, RESTANO CRITICITA CHE NON POSSONO ESSERE IGNORATE
Confagricoltura conferma “le forti perplessità per l’impatto sul comparto agricolo dell’accordo UE-Mercosur, dopo il primo SI’ a maggioranza arrivato oggi dalla riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri (Coreper)”.
Rimangono, infatti, alcune criticità che non possono essere ignorate. La perplessità principale riguarda il principio di reciprocità, fondamentale per garantire un commercio internazionale equo e trasparente.
L’accordo, nella sua forma attuale, rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay).
Questa genera di fatto una forte disparità di condizioni di concorrenza e competitività. Aprire il mercato unico a prodotti realizzati con vincoli e costi nettamente inferiori a quelli imposti ai nostri agricoltori significa penalizzare il modello produttivo italiano ed europeo, che fa della qualità e della sicurezza i suoi tratti distintivi.
Alla luce di quanto emerso oggi a Bruxelles, Confagricoltura annuncia che continuerà a monitorare con estrema attenzione i prossimi passaggi dell’iter di ratifica. La Confederazione si riserva di valutare ogni possibile iniziativa volta a tutelare le imprese agricole e a difendere la tenuta economica delle nostre filiere”.
COPAGRI: ORMAI DADO E’ TRATTO. ORA METTERE IN CAMPO OGNI SFORZO PER VIGILARE
“Dopo oltre un quarto di secolo di serrate trattative, tra accelerazioni repentine e brusche frenate, l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosurè – sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista – ormai prossimo a essere approvato, andando a creare la più vasta area di libero scambio al mondo; pur conservando intatte le nostre perplessità in merito alle ricadute di tale intesa sul settore agricolo italiano, e in particolare sulle produzioni maggiormente esposte, ovvero le carni, il riso, il mais, lo zucchero e il miele, riteniamo che ormai il dado sia tratto e che diventi ora fondamentale, quindi, mettere in campo ogni possibile sforzo per vigilare sulle possibili perturbazioni di mercato derivanti dal patto con i paesi dell’America Latina”.
FILIERA ITALIA: ACCORDO APPARE INSODDISFACENTE E LACUNOSO
“Per essere frutto di una negoziazione durata 25 anni l’accordo appare insoddisfacente e lacunoso”. Questo il giudizio di Luigi Scordamaglia, Amministratore delegato di Filiera Italia, che evidenzia numerosi aspetti negativi relativi al Mercosur quali l’eccesiva lunghezza del phasing out per prodotti di Italian Sounding realizzati sul mercato dei Paesi Mercosur e l’assenza di regole efficaci di reciprocità a difesa delle filiere agroalimentari europee, dei cittadini e dei consumatori. “Non siamo soddisfatti del fatto che bisognerà aspettare dai 7 ai 10 anni per escludere dal mercato prodotti Italian sounding quale la “mortadella tipo bologna” o il “Reggianito” che continueranno a fare concorrenza sleale alle nostre eccellenze dop ed igp, contando che solo 58 sulle quasi 900 nostre IG sono protette dall’accordo, si tratta di 26 prodotti alimentari e 32 vini e bevande spiritose”
CONFEURO: NON PUO ESSERE CONSIDERATO UN BENE PER IL NOSTRO COMPARTO
“Il via libera dell’accordo Ue-Mercosur non può essere considerata una buona notizia per il settore agricolo europeo e per i nostri produttori, rispetto alla quale Confeuro ha sempre espresso una posizione di forte contrarietà. Restano infatti evidenti i rischi di uno squilibrio competitivo che potrebbe penalizzare in modo particolare i piccoli e medi agricoltori del Vecchio Continente. Detto questo, l’intesa deve rappresentare anche un banco di prova per la capacità dell’Unione Europea di governare i processi di apertura commerciale senza sacrificare il proprio modello agricolo”, spiega il presidente Andrea Tiso.
UCI: SETTORE SOTTOPOSTO A FORTE PRESSIONE
CONFCOOPERATIVE: PLAUSO AL GOVERNO MA SARA FONDAMENTALE PROTEGGERE NOSTRE PRODUZIONI
Per il presidente di FedagriPesca Confcooperative, Raffaele Drei, “plauso al governo italiano per aver ottenuto l’abbassamento al 5% della soglia per i meccanismi di salvaguardia”, commenta il presidente di Confcooperative Fedagripesca. “Sarà fondamentale ora proteggere le nostre produzioni vigilando sulla reciprocità e rafforzando il sistema dei controlli sulle merci che entrano in Europa”.
“Con il voto di oggi del Coreper sul Mercosur l’Europa compie un altro passo decisivo verso la sigla di un accordo commerciale di cui non neghiamo la rilevanza: è un risultato che arriva dopo 25 anni di lunghe e complesse trattive e va a regolamentare scambi commerciali tra due aree del mondo rilevanti per via delle dimensioni dei paesi coinvolti. Non nascondiamo però la nostra perplessità rispetto ad una decisione con cui l’Europa apre le porte all’arrivo di prodotti provenienti da paesi extra Ue che non rispettano i nostri standard”.
COPA COGECA: ACCORDO ANCORA SQUILIBRATO E IMPERFETTO
UILA: FORTI PERPLESSITA SU VIA LIBERA, GRANDI ASSENTI I DIRITTI DEI LAVORATORI
Lo afferma Enrica Mammucari, segretaria generale Uila, in merito all’intesa raggiunta questa mattina dalla maggioranza dei Paesi Ue e che prevede l’istituzione del libero scambio tra l’Unione Europea e il gruppo Mercosur composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.
FLAI CGIL: DECISIONE DI CUI PAGHEREMO IL PREZZO IN FUTURO
FEDERALIMENTARE: ACCORDO STORICO, GOVERNO VICINO A IMPRESE
“Il via libera al trattato Ue-Mercosur è un accordo storico, atteso da tempo, e per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo. Con la sottoscrizione del Mercosur il Governo fa il bene del Paese e delle imprese, rispondendo concretamente alle necessità e agli obiettivi di crescita e di sviluppo dell’Italia che sono alla base del progresso non solo economico, ma anche sociale”, dichiara il Presidente di Federalimentare Paolo Mascarino.“Federalimentare – prosegue – è assolutamente soddisfatta dell’accordo raggiunto e ringrazia il Governo per aver fatto prevalere gli interessi nazionali, prendendosi qualche settimana in più per ulteriormente rafforzare le clausole di salvaguardia a tutela degli agricoltori europei senza però mettere a rischio l’avvio del trattato: quello che già il 16 dicembre era un buonissimo accordo, con le intese odierne diventa un ottimo accordo”.
UIV: BENE GOVERNO, SODDISFATTI PER IL VIA LIBERA
Positivo invece il commento della Uiv che si dice “soddisfatta per via libera”. “Bene Governo. Accogliamo con soddisfazione l’approvazione odierna dell’accordo Ue-Mercosur, un’intesa che potrebbe contribuire ad ampliare gli sbocchi commerciali del vino italiano e, al tempo stesso, rafforzare il sistema dei controlli per le merci. Uiv apprezza inoltre la gestione del dossier da parte del Governo italiano, che ha consentito di finalizzare condizioni favorevoli” ha detto oggi, dopo il via libera degli ambasciatori dei 27 Stati membri Ue (Coreper) all’intesa con il Mercosur, il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi.
Secondo Uiv, per ragioni storiche e culturali l’area sudamericana, che conta oltre 250 milioni di consumatori, rappresenta un contesto potenzialmente ricettivo per i vini europei e italiani. Oggi, ad esempio, i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti a causa dei dazi all’importazione: una progressiva eliminazione nell’arco dei prossimi 8 anni potrebbe incidere sulla competitività delle imprese in un mercato che oggi – anche a causa delle tariffe – viaggia a bassi regimi. L’import di vino in Brasile sfiora infatti i 500 milioni di euro l’anno, mentre la quota italiana si ferma ad appena 40 milioni di euro, circa l’8% del totale.
FEDERVINI: BENE ESITO DELLA VOTAZIONE COREPER
Federvini accoglie con favore l’esito della votazione odierna in sede di Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio (Coreper), che ha formulato parere positivo all’adozione del regolamento bilaterale di salvaguardia e all’accordo di partenariato commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur.
Il quadro normativo recepisce le istanze sollevate dai produttori agricoli europei, introducendo clausole di salvaguardia che permetteranno alla Commissione europea di intervenire in caso disquilibri nell’importazione di prodotti agricoli sensibili. In particolare, il meccanismo prevede, a tutela dell’equilibrio commerciale, soglie di attivazione basate su volumi e prezzi, garantendo indagini accelerate per alcune categorie di prodotti e un monitoraggio costante.
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