| Uncai. Prima revisione documentata di un trattore veloce in Italia: esito regolare
Ravenna, 20 maggio 2026. Un trattore categoria T1b si presenta all’UMC di Forlì-Cesena, sezione di Ravenna. Protocollo avviato, esito: REGOLARE. Prossima revisione: maggio 2028. Undici anni dopo l’introduzione dell’obbligo, la revisione almeno di un trattore agricolo veloce si è fatta. Sul serio. Per la prima volta in Italia con documentazione ufficiale. |
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| In un quadro ancora difficile, con molti uffici territoriali della Motorizzazione fermi o riluttanti, l’UMC di Forlì-Cesena ha dimostrato che si può fare. Il controllo tecnico è stato condotto nel rispetto del protocollo previsto dal D.D. 494/2025. La revisione è passata, il certificato è rilasciato. È un fatto, non una promessa: la prova che il sistema, dove funziona, funziona bene. Il merito non è solo dell’ufficio ravennate, ma anche di chi — come APIMAI Ravenna e le imprese associate — si è presentato preparato, con i documenti in ordine, senza aspettare ulteriori rinvii. E a quel primo trattore, come sottolinea il direttore di APIMAI Roberto Scozzoli, ne sono seguiti e ne seguiranno altri: «Il sistema funziona quando gli si consente di farlo. Ravenna lo dimostra, qui la macchina è partita: ufficio attrezzato, protocollo rispettato, revisione completata. Ora non ci sono più argomenti tecnici per non procedere ovunque: restano solo resistenze organizzative, che vanno rimosse». |
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| Ma la farsa, altrove, continua. Quello che ha funzionato in Romagna resta l’eccezione. In altre regioni i paletti restano: prenotazioni non accettate, procedure bloccate, associazioni provinciali di contoterzisti agromeccanici impossibilitate a gestire le pratiche per conto degli associati nonostante dispongano già di tutti i dati necessari. Si pretende invece che tutto arrivi in ordine sparso dalle agenzie private di pratiche automobilistiche: logiche lontane da qualunque principio di efficienza e di servizio al cittadino. |
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| La proroga non è necessaria: basta prenotare. Vale la pena chiarirlo senza ambiguità, come ribadisce Roberto Scozzoli: chi ha già prenotato la revisione tramite il modello TT 2100 e ha versato gli oneri previsti è in regola e può continuare a circolare con il proprio trattore fino alla data fissata per il controllo, anche se successiva al 30 giugno 2026. Lo stabilisce la normativa vigente. Sul piano tecnico-giuridico non c’è dunque alcuna necessità di proroga per chi si sia già attivato. Il problema reale è un altro: troppi uffici non accettano ancora le prenotazioni, rendendo di fatto impossibile adempiere all’obbligo. Se una proroga arriverà, sarà la conseguenza di questa inadempienza burocratica, non di un difetto della norma. |
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| La posta in gioco è altissima. Dietro circolari e decreti ci sono vite umane. Ogni anno che passa senza revisione generalizzata è un anno in cui trattori senza cintura, senza rollbar adeguati, senza freni a norma continuano a girare nei campi e sulle strade: 120 morti all’anno, un numero che non è cambiato dagli anni Novanta. Va detto che oggi l’obbligo riguarda i soli trattori veloci — immatricolati dopo il 2016, quindi tutti già dotati di sistemi di sicurezza moderni. Ma avviare la revisione su questa categoria è il primo passo necessario: una volta che tutti gli UMC saranno operativi, la strada sarà aperta anche per i mezzi più obsoleti, quelli dove il rischio è davvero più alto. La revisione è uno strumento di civiltà, prima che di burocrazia. |
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| «Diciamo “si può fare” con la stessa determinazione di chi non ha mai smesso di crederci. La revisione a Ravenna — alla quale ne sono seguite altre — è il modello da estendere a tutto il territorio. Lo dobbiamo agli imprenditori agromeccanici, agli agricoltori e a chi ogni anno non torna a casa dal lavoro. Chiediamo al Ministero di non perdere il momento: si garantisca ovunque la possibilità concreta di adempiere a un obbligo di legge», conclude Aproniano Tassinari, Presidente UNCAI. |
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NOTE DI APPROFONDIMENTO NORMATIVO
Il quadro normativo in sintesi.
| 2015 – L’obbligo. Il D.M. interministeriale del 20 maggio 2015 (MIT-MIPAAF) introduce per la prima volta l’obbligo di revisione periodica dei mezzi agricoli, con scadenze scaglionate in base alla vetustà del mezzo. |
| 2015-2025 – Il decennio delle proroghe. Le scadenze vengono sistematicamente rinviate attraverso i decreti Milleproroghe. I decreti attuativi che avrebbero dovuto definire le modalità tecniche per la revisione dei trattori non vengono mai emanati. |
| 2017 – La Mother Regulation e i trattori veloci. Il D.M. n. 214 del 19 maggio 2017 recepisce la Direttiva europea 2014/45/CE per i trattori a ruote con velocità massima superiore a 40 km/h (categorie T-b), omologati secondo il Regolamento UE n. 167/2013 (Mother Regulation). L’inadempienza mette l’Italia in stato di infrazione europea. |
| 25 novembre 2025 – Le linee guida operative. Il Decreto Dirigenziale n. 494 del MIT definisce le linee guida per l’esecuzione delle revisioni dei trattori veloci, con efficacia dal 1° febbraio 2026. I controlli sono affidati agli UMC e ai centri privati autorizzati ex Legge 870/1986 (quelli già abilitati alla revisione dei mezzi pesanti). |
| 3 marzo 2026 – La circolare applicativa. La Circolare MIT n. 6344 fornisce chiarimenti operativi e stabilisce, tra l’altro, l’obbligo degli UMC di accettare le prenotazioni tramite modello TT 2100. |
| Scadenze revisione trattori veloci (T-b): entro il 30 giugno 2026 per i mezzi immatricolati dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2019; entro il 31 dicembre 2026 per quelli immatricolati dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022; secondo il calendario del D.M. 214/2017 per i mezzi immatricolati dal 2023 in poi. |
| 15 aprile 2026 – La lettera al MIT.UNCAI, Confagricoltura, CIA, COPAGRI, CAI Agromec e FEDERACMA scrivono alla Direzione Generale della Motorizzazione per segnalare la paralisi operativa e chiedere misure urgenti. |
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