Terra mare e non solo. Quando il primario si trasforma in secondario e muove il terziario
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Agea04/06/2026 13:14

Agea, Vitale: individuati 4 milioni di ettari da recuperare e mettere a sistema. VIDEOINTERVISTA

Oggi, con questo secondo Annual Report, è stata l’occasione di dimostrare ulteriormente il cambiamento avvenuto nel corso del nostro mandato. Abbiamo iniziato con qualche difficoltà, avendo ereditato una situazione abbastanza complessa. Inizialmente abbiamo messo in sicurezza i pagamenti, anche se non totalmente, e successivamente abbiamo consolidato il sistema delle erogazioni. Siamo così arrivati al punto da non essere più soltanto un ente erogatore di contributi, ma siamo diventati un hub strategico per l’erogazione di servizi, di controllo, di informazioni, oltre che per l’elaborazione e la valorizzazione del dato”.

Così Fabio Vitale, direttore di Agea, a margine della presentazione del 2° Annual Report dell’agenzia.

“Si tratta di risorse che possiamo e dobbiamo mettere al servizio dell’agricoltura per valorizzare il settore primario e, di conseguenza, consolidare quel valore aggiunto nell’ambito della filiera agroalimentare che fa dell’Italia un’eccellenza dal punto di vista della qualità. Parliamo quindi di un valore qualitativo significativamente diverso, ma che sia legato anche a un incremento della produzione globale a livello nazionale.

Abbiamo individuato questi 4 milioni di ettari che devono essere messi a sistema; sono superfici che devono essere integrate. A questo proposito, abbiamo sviluppato una piattaforma che permette di leggere la continuità dei terreni non coltivati rispetto a quelli coltivati. Questo ci consente, anche tramite il notariato e un’ulteriore piattaforma di dimora da noi sviluppata, di individuare se si tratti di terreni pubblici o privati, creando così le condizioni per negoziare questa possibilità. Infine, il nostro obiettivo è quello di individuare come possa essere valorizzata la produzione nazionale in termini di territorio e di colture.

Anche su questo fronte stiamo disegnando degli scenari che metteremo a disposizione della politica, i quali partiranno da una produzione, per così dire, ottimale, a scendere, seguendo quelli che sono gli ingredienti di sistema, sui quali si può certamente lavorare, fino ad arrivare a un punto di equilibrio sotto il quale si dimostra che l’attività non è più conveniente e che non ci sono i margini per il settore primario. C’è quindi una continua capacità, attraverso il nostro hub strategico di gestione dei servizi, di fornire quelle informazioni qualificanti per riposizionare sempre di più e sempre meglio l’agricoltura nazionale, proprio come ha fatto il Governo Meloni e come, in maniera molto forte, il ministro Lollobrigida ha saputo interpretare il suo ruolo per dare rilancio e far giocare in Serie A l’agricoltura.”