Rivedere i livelli di acrillamide nei cibi ultraprocessati, in conformità di quanto dichiarato anche dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha confermato i risultati relativi alla genotossicità e al rischio di sviluppare alcune tipologie di cancro. Questo è l’invito di Safe – Safe Food Advocacy Europe, associazione europea di protezione dei consumatori con sede a Bruxelles specializzata esclusivamente nel settore alimentare, per sensibilizzare sull’acrilammide e promuovere l’istituzione di limiti rigorosi della sostanza negli alimenti.
Come evidenziano recenti ricerche in campo scientifico -sia in Italia che in America- l’assunzione di cibi ultraprocessati è correlato all’aumento del rischio di mortalità, con una incidenza maggiore di malattie cardiovascolari e fino al 30% di tumore del colon. E tra contenuto nutrizionale all’interno del prodotto ultraprocessato e il suo grado di lavorazione industriale, quest’ultimo aspetto è quello più importante per il rischio di mortalità.
Elementi che dunque contrastano con le dichiarazioni dello scorso 31 ottobre da parte di Emanuele Marconi, Direttore del CREA Alimenti e Nutrizione, consigliere del Cluster Agrifood Nazionale CL. A.N. nel corso della riunione online del Gruppo di Lavoro del Comitato nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita CNBBSV su “cibi ultra-processati”, il quale dichiarava come la salute “sta prendendo troppo il sopravvento. Così si distrugge il sistema agroalimentare. E poi la salute è ignorante nella materia”. Sottolineando ad AGRICOLAE come “l’Errore è proprio quello di mettere in relazione l’ultraprocessato con la variabile di eventuali patologie” e soprattutto “la salute è influenzata da altri aspetti, non dal processo. Che può avere una serie di vantaggi intrinsechi importanti. Il problema con la salute non è legato al processo ma alla formulazione del prodotto, ovvero alla combinazione degli ingredienti e di come questi vengono formulati per ottenere il prodotto finito.”
Di seguito il position paper pubblicato da Safe:
“Oltre al basso valore nutrizionale e l’alto aspetto energetico, va aggiunto il fatto che i cibi ultraprocessati contengono additivi, zuccheri artificiali e sostanze dall’alto potere infiammatorio. Inoltre, i processi di lavorazione cui sono sottoposti possono generare sostanze come nitrosammine o acrilammide, potenzialmente cancerogene” spiega la Fondazione Airc per la ricerca sul cancro.
Tra i rischi maggiori per la salute derivanti dall’assunzione di cibi ultraprocessati -avverte la Fondazione- vi è l’aumento fino al 30% dell’incidenza di tumore al colon.
L’associazione tra il consumo di cibi ultraprocessati e l’aumento di rischio di tumore del colon è stata descritta in un articolo pubblicato nell’agosto 2022 sulla rivista British Medical Journal.
Di seguito la ricerca:
https://www.bmj.com/content/378/bmj-2021-068921
“Una dieta non equilibrata è un importante fattore di rischio per il cancro del colon-retto” spiegano gli autori dell’articolo, che hanno coinvolto nella loro ricerca poco meno di 300.000 persone negli Stati Uniti, già arruolate in tre diversi studi di popolazione e seguite per almeno due decenni. Nella ricerca gli esperti si sono concentrati in particolare sui cibi pronti da mangiare o da scaldare. “Il consumo di questo tipo di alimenti è in continuo aumento negli Stati Uniti, dove mediamente il 57% circa delle calorie consumate dagli adulti deriva da questo tipo di prodotti” sottolineano gli autori.
Alle stesse conclusioni si è giunti anche in Italia, attraverso la ricerca condotta dal gruppo diretto da Licia Iacoviello presso il Dipartimento di epidemiologia e prevenzione dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli (IS):
il consumo di alimenti di scarsa qualità nutrizionale o di cibi ultraprocessati aumenta in modo rilevante il rischio di mortalità, in particolare per le malattie cardiovascolari ma anche per i tumori.
“Quando abbiamo tenuto conto allo stesso tempo sia del contenuto nutrizionale della dieta sia del grado di lavorazione industriale dei suoi componenti, abbiamo scoperto che quest’ultimo aspetto è quello più importante per il rischio di mortalità” spiega Marialaura Bonaccio, prima autrice dell’articolo.
I test condotti da SAFE e dai suoi membri in tutta Europa hanno evidenziato l’urgente necessità di nuove regolamentazioni per limitare l’acrilammide in vari alimenti già nel 2017. Nel 2023, il CVUA di Stoccarda ha trovato livelli allarmanti di acrilammide — fino a 3500 μg/kg nelle chips di verdure — in varie categorie alimentari, come patatine fritte, patatine, pane a base di grano, pane croccante, caffè istantaneo, pan di zenzero, cracker, cornflakes e cereali da colazione.
Per tale motivo SAFE chiede oggi livelli massimi legalmente vincolanti per tutte le categorie alimentari in cui l’acrilammide rappresenta un rischio per la salute, poichè scrive l’Organizzazione- i livelli di riferimento attuali fissati dalla Commissione europea si sono dimostrati inefficaci nel proteggere adeguatamente la salute dei consumatori.
I rischi per la salute sono stati evidenziati da una ulteriore ricerca pubblicata a febbraio 2024 all’interno del British Medical Journal. Lo studio condotto su oltre 10 milioni di partecipanti ha trovato associazioni dirette tra l’esposizione ad alimenti ultra-processati e 32 effetti avversi sulla salute, tra cui mortalità, cancro e malattie mentali, respiratorie, cardiovascolari, gastrointestinali e metaboliche. Ad esempio, un’analisi aggregata di sette coorti ha mostrato che un aumento del 10% nel consumo di alimenti ultra-processati è associato a un’incidenza maggiore del diabete di tipo 2 del 12%.
La qualità delle prove era elevata per mortalità per tutte le cause, obesità e diabete di tipo 2.
Alla luce di queste evidenze gli studiosi invitano “a sviluppare e valutare l’efficacia dell’utilizzo di misure di salute pubblica e basate sulla popolazione per indirizzare e ridurre l’esposizione alimentare agli alimenti ultra-processati per migliorare la salute umana.”
Di seguito AGRICOLAE pubblica i link alla ricerca:
https://www.bmj.com/content/384/bmj.q439
https://www.bmj.com/content/384/bmj-2023-077310
Per saperne di più:
Cibo Ultraprocessato, Crea: ‘’documento risale a precedente gestione, faremo verifiche necessarie’’