Enpaia, Fiorio: La legge che ha aperto il sentiero, l’italia e la rivoluzione silenziosa dell’agricoltura sociale
Dieci anni fa l’Italia ha aperto un sentiero che nessun altro Paese aveva ancora il coraggio di tracciare. Con la Legge 141 del 2015 abbiamo trasformato l’agricoltura sociale in un modello riconosciuto, stabile, replicabile: un faro normativo che oggi molti guardano come si guarda alla prima luce all’orizzonte. È la prova che il nostro Paese sa essere apripista quando mette al centro la dignità delle persone e la forza dei territori.
Quella stessa visione mi ha guidato quando ho firmato, per primo, la legge contro il caporalato: poi confluita nella più ampia proposta dell’allora ministro Orlando; perché non esiste welfare rurale senza legalità, e non esiste inclusione se il lavoro è sfruttato. Le due norme sono sorelle: una protegge le persone più fragili, l’altra protegge i lavoratori più esposti. Insieme raccontano un’Italia che non si limita a reagire, ma anticipa.
Oggi l’agricoltura sociale è la nostra “maglia rosa” nel welfare europeo: un laboratorio che unisce cura, produzione, comunità. Ma un primato non si eredita, si coltiva. Serve continuare a investire in formazione, ricerca, coordinamento istituzionale. Perché questo modello non è un capitolo chiuso: è la frontiera più avanzata del nostro modo di tenere insieme lavoro, diritti e futuro.”