Roma - Interrogazione a risposta scritta 4-08060
presentato da
testo di
ZANELLA. — Al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
negli ultimi anni, l’espansione della popolazione di cinghiali ha generato gravi ripercussioni economiche per il settore agricolo, con danni significativi alle coltivazioni. Le perdite finanziarie derivanti da questa problematica hanno assunto proporzioni allarmanti, incidendo non solo sulle singole aziende agricole, ma anche sull’intero comparto agroalimentare. Secondo stime delle principali associazioni di categoria, i danni causati dalla fauna selvatica, in particolare dai cinghiali, ammontano a centinaia di milioni di euro all’anno in Italia;
la gestione del cinghiale è una questione alquanto complessa che investe e coinvolge molti settori della società e che proprio per la sua complessità richiede interventi basati sulle evidenze scientifiche e sull’analisi dei risultati delle pratiche messe finora in atto;
il Governo continua ad affrontare la questione facendo affidamento quasi esclusivamente sull’esercizio venatorio. Tuttavia, numerosi studi scientifici evidenziano come esso e, in parte, anche il cosiddetto selecontrollo, intervenendo in modo non equilibrato sulle dinamiche ecologiche della specie, producano effetti contrari rispetto agli obiettivi perseguiti. L’aumento della pressione sugli esemplari adulti favorisce, infatti, una riproduzione più precoce e una destabilizzazione dei gruppi familiari, con il rischio di determinare un incremento, anziché una riduzione, della popolazione dei cinghiali;
l’articolo 1, comma 449, della legge n. 197 del 2022 ha disposto, al fine di fronteggiare l’emergenza nazionale connessa ai danni causati dalla fauna selvatica, con particolare riferimento agli ungulati, un incremento di 500.000 euro annui, a decorrere dall’anno 2023, del fondo di cui all’articolo 24 della legge 11 febbraio 1992, n. 157;
da quanto risulta all’interrogante non sono stati resi pubblici i beneficiari dello stanziamento di cui al comma 449 dell’articolo 1 della legge n. 197 del 2022 né i criteri utilizzati per la ripartizione del fondo tra regioni, Enti e imprese agricole;
è pertanto doveroso intervenire al fine di colmare tale lacuna, così da consentire una corretta valutazione dell’efficacia della misura e della coerenza nell’utilizzo delle risorse destinate alle attività di prevenzione e agli indennizzi per i danni causati dai cinghiali, garantendo al contempo adeguati livelli di trasparenza nell’allocazione delle risorse pubbliche –:
se i Ministri interrogati non intendano rendere noti quali siano i soggetti beneficiari delle erogazioni effettuate a valere sul fondo richiamato in premessa a decorrere dall’anno 2023 e quali criteri siano stati adottati ai fini della ripartizione delle relative risorse tra regioni, enti territoriali e imprese agricole;
se non intendano chiarire se le risorse siano state destinate prevalentemente come misure di prevenzione dei danni da cinghiali ovvero di indennizzi agli agricoltori danneggiati;
se il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste non intenda promuovere, in sede di Conferenza Stato-Regioni, l’adozione di un programma fondato su strategie di contenimento efficaci, sostenibili e scientificamente validate, finalizzate a garantire la coesistenza tra la fauna selvatica e gli interessi economici connessi alle attività antropiche, privilegiando strumenti alternativi al ricorso prevalente all’esercizio venatorio.
(4-08060)