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Agricoltura25/06/2026 15:25

FederTerziario Agricoltura: Le misure europee vanno nella direzione giusta, ma non sono ancora sufficienti

Una valutazione positiva per la direzione presa, ma che resta prudente sugli effetti concreti. È la posizione di FederTerziario Agricoltura sulle recenti misure europee per il settore – dalla semplificazione della PAC al cosiddetto pacchetto europeo per i fertilizzanti – lette dalla federazione come un passo avanti che necessita anche di misure strutturali.

“La direzione è positiva, ma restiamo prudenti sugli effetti concreti”, spiega Luca Lucia, presidente di FederTerziario Agricoltura. “La semplificazione della PAC interviene su uno dei problemi più sentiti dalle imprese, il peso degli adempimenti e dei tempi amministrativi. Tuttavia l’agricoltore non percepisce la semplificazione quando viene approvato un regolamento: la percepisce quando presenta una domanda con meno passaggi, riceve un pagamento nei tempi previsti e non deve riprodurre più volte la stessa documentazione”.

Il punto, per la federazione, è soprattutto dimensionale. La base associativa di FT Agricoltura si colloca in prevalenza nell’area delle piccole e medie imprese, per le quali la burocrazia non è solo un costo economico diretto, ma anche organizzativo: ore sottratte alla gestione, assistenza tecnica continua, incertezza sui pagamenti, difficoltà nella programmazione degli investimenti. “Per una grande azienda la compliance è un costo strutturato; per una piccola impresa può diventare un ostacolo alla stessa partecipazione ai bandi“, osserva Lucia. Di qui la richiesta che organismi pagatori, CAA, Regioni e strutture tecniche territoriali siano messi nelle condizioni di applicare le nuove regole in modo uniforme e rapido.

Analogo il giudizio sul pacchetto europeo per i fertilizzanti, voce che negli ultimi anni ha inciso pesantemente sui margini di seminativi, orticole, agrumi e produzioni intensive. “Un sostegno finanziario e una maggiore flessibilità nei pagamenti migliorano la liquidità delle imprese, ma non risolvono il problema alla radice”, avverte il presidente. La proposta è accompagnare gli interventi emergenziali con una strategia di medio periodo: riduzione della dipendenza dagli input esterni, efficienza della fertilizzazione, agricoltura di precisione, consulenza qualificata e strumenti finanziari più accessibili.

Tra le priorità indicate dalla federazione restano centrali la sostenibilità economica dell’impresa, con la necessità di trasformare la qualità in reddito lungo la filiera; la questione dell’acqua e del cambiamento climatico, particolarmente sentita in alcune aree del Mezzogiorno dopo una siccità che ha colpito cereali, agrumi, olivo e vite e che richiede investimenti strutturali su invasi, reti ed efficientamento irriguo e l’accesso al credito e alla finanza agevolata, opportunità spesso difficili da raggiungere per le imprese minori. “Le aziende agricole non chiedono assistenzialismo: chiedono di poter lavorare, programmare, investire e competere in condizioni meno penalizzanti“, sottolinea Lucia.

Sui mercati esteri la federazione punta con decisione. “Il futuro dell’agricoltura siciliana, per esempio, passa anche dalla capacità di aprire nuovi mercati“, afferma Lucia nella veste di presidente del Consorzio FederTerziario Italia Export. “La Sicilia ha produzioni di grande valore – vino, olio, agrumi, ortofrutta, biologico, DOP e IGP – ma per competere fuori dai confini non basta un buon prodotto: servono strategie commerciali, buyer qualificati, export manager, logistica e certificazioni“. In questa direzione si colloca l’esperienza dello stand collettivo realizzato dal Consorzio all’Expo del Made in Italy di Tirana, dal 6 all’8 marzo 2026, una presenza coordinata in un mercato, quello balcanico, di interesse crescente per le micro, piccole e medie imprese italiane.

La posizione della federazione si riassume in cinque parole d’ordine: meno burocrazia, più infrastrutture, più liquidità, più competenze e più mercati. “Vogliamo essere una federazione capace non solo di rappresentare le istanze delle imprese, ma di accompagnarle nell’accesso agli strumenti disponibili e nella costruzione di nuove opportunità“, conclude Lucia. “Le misure europee sono utili, ma servono continuità, tempi certi, risorse accessibili e politiche pensate sulle reali dimensioni delle imprese agricole italiane, in particolare del Mezzogiorno“. Questi ultimi temi sono stati al centro del primo convegno regionale di FederTerziario Agricoltura, che si è svolto il 9 giugno a Montevago, in provincia di Agrigento, alla presenza delle aziende del settore.