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Agricoltura16/06/2026 16:59

Ue, da Europarlamento stop a carne sintetica e meat sounding. Più potere contrattuale agli agricoltori europei e tutele per settore lattiero-caseario. IL TESTO FINALE

Roma - Ue, da Europarlamento stop a carne sintetica e meat sounding. Più potere contrattuale agli agricoltori europei e tutele per settore lattiero-caseario. IL TESTO FINALE

Il Parlamento Europeo approva nuove norme per garantire prezzi legati ai costi di produzione e rafforzare le organizzazioni dei produttori. Previste tutele specifiche per il settore lattiero-caseario.

Con una maggioranza schiacciante di 560 voti favorevoli, l’Eurocamera ha dato il via libera definitivo a una riforma strutturale volta a riequilibrare i rapporti di forza all’interno della filiera alimentare. L’obiettivo della nuova normativa è proteggere il reddito dei produttori agricoli e garantire una trasparenza senza precedenti per i consumatori. Si arriva così al culmine di un percorso iniziato nel 2024 per rispondere alle crescenti difficoltà economiche del comparto primario.

Il regolamento interviene direttamente sulle norme dell’Organizzazione comune dei mercati (OCM), introducendo vincoli più stringenti sulla formazione dei prezzi e definizioni rigorose per la tutela dei prodotti di origine animale rispetto alle alternative di laboratorio.

PARAMETRI DI PREZZO E TRASPARENZA CONTRATTUALE

Il cuore della riforma risiede nella necessità di garantire che i compensi versati agli agricoltori non scendano mai al di sotto dei costi reali sostenuti per la produzione. Per far sì che questo principio non resti una dichiarazione d’intenti, gli Stati membri saranno obbligati a definire e pubblicare online parametri di riferimento chiari, che dovranno fungere da base per ogni accordo contrattuale.

Questo meccanismo punta a stabilizzare i flussi finanziari delle aziende agricole, troppo spesso soggette alle fluttuazioni unilaterali del mercato. Inoltre, il legislatore ha introdotto criteri rigorosi per l’uso dei termini “equo” e “giusto” nelle etichette: tali aggettivi potranno essere utilizzati solo se il prodotto contribuisce effettivamente allo sviluppo delle comunità rurali o al potenziamento delle associazioni di categoria, evitando operazioni di marketing fuorvianti.

RAFFORZAMENTO DELLE ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORI

Un pilastro fondamentale del provvedimento riguarda il potere negoziale degli agricoltori. Il regolamento potenzia drasticamente il ruolo delle Organizzazioni di produttori (OP), che diventano ufficialmente il cardine della contrattazione collettiva.

Le OP avranno ora il diritto legale di negoziare direttamente con i grandi acquirenti e la distribuzione, mentre vengono introdotte sanzioni per impedire a questi ultimi di bypassare le organizzazioni contattando i singoli agricoltori per imporre condizioni meno vantaggiose. Un’importante novità riguarda inoltre l’estensione di queste tutele: anche le organizzazioni non formalmente riconosciute potranno beneficiare di un’esenzione dalle norme sulla concorrenza, permettendo loro di aggregarsi liberamente per acquisire peso sul mercato.

DIFESA DEL PATRIMONIO ALIMENTARE E STOP ALLA CARNE SINTETICA

In un passaggio che promette di rivoluzionare la comunicazione commerciale, il Parlamento ha stabilito che la parola “carne” deve riferirsi esclusivamente alle “parti commestibili di animali”. Questa scelta comporta il divieto assoluto di utilizzare nomi tradizionali per indicare prodotti coltivati in laboratorio o ottenuti da colture cellulari. L’elenco delle denominazioni protette è lungo e dettagliato, includendo termini come manzo, vitello, maiale, pollame, pollo, tacchino, anatra, oca, agnello, montone, ovino e capra.

La protezione si estende anche ai tagli specifici: termini come bistecca, filetto, braciola, fegato, pancetta, costine, spalla, stinco, ala e petto non potranno più essere accostati ad alimenti vegetali o sintetici. Questa misura mira a eliminare ogni possibile confusione nel mercato interno, valorizzando il sapere dell’allevamento tradizionale.

TUTELE PER IL LATTE E MECCANISMI DI MEDIAZIONE

Il settore lattiero-caseario, colpito da una crisi prolungata, riceve una protezione dedicata. La legislazione impone l’obbligo di contratti scritti tra produttori e acquirenti, pur prevedendo deroghe flessibili sugli indicatori di prezzo per adattarsi alle specificità regionali. Per gestire eventuali conflitti, è stato istituito un meccanismo di mediazione obbligatorio, pensato per proteggere il reddito agricolo durante le controversie legali con la grande distribuzione.

La relatrice francese Céline Imart ha accolto l’approvazione parlando di una “vittoria storica” per la cultura rurale: “I contratti garantiranno un posto equo nella filiera, mentre termini come ‘bistecca’ saranno riservati a chi alleva animali, evitando concorrenza sleale e preservando il nostro patrimonio alimentare”.

IL PERCORSO VERSO L’ENTRATA IN VIGORE

L’intervento normativo si collega a un più ampio pacchetto europeo sulle pratiche commerciali sleali, volto a rafforzare la cooperazione transfrontaliera tra le autorità di controllo. Il testo approvato dal Parlamento è la risposta alle istanze presentate dalla Commissione nel dicembre 2024 e mira a semplificare il riconoscimento delle associazioni agricole, incentivando al contempo la sostenibilità sociale.

Dopo il voto dell’aula, il regolamento passerà ora al vaglio del Consiglio dell’Unione Europea per l’adozione formale. Una volta completato questo passaggio, le norme entreranno ufficialmente in vigore, imponendo un nuovo standard di giustizia economica per migliaia di produttori in tutto il continente.

Di seguito AGRICOLAE pubblica il documento Ue:

TESTO EUROPARLAMENTO DOC ITA

www.agricolae.eu

www.europarl.europa.eu