“Mi aspetto dalle istituzioni europee, non solo dalla Commissione UE, tanta coerenza. Coerenza rispetto alle enunciazioni e rispetto a quella che è la centralità del cibo nella sicurezza alimentare continentale. Per fare questo, serve una PAC forte, che non debba distribuire solo risorse, ma che sia una politica strategica europea”.
Così Cristiano Fini (Presidente CIA – Agricoltori Italiani) a margine dell’evento ’Verso la PAC 2028-2034 in corso questa mattina a Roma
“Bisogna costruire un budget adeguato: stiamo seguendo da vicino la cosa, la Commissione dovrebbe stanziare più risorse rispetto a quanto fatto in prima istanza lo scorso 16 luglio, almeno il 50% rispetto ai 294 miliardi che furono stanziati allora”.
“Dall’altra parte diciamo “NO” alla rinazionalizzazione e al fondo unico: c’è bisogno di costruire un’Europa più coesa partendo dal cibo, dalla sicurezza alimentare e dalla sostenibilità ambientale e dalla tenuta dei territori. Non abbiamo bisogno di un eccesso di flessibilità che porti alla rinazionalizzazione”.
“Chiediamo che la PAC mantenga la sua impostazione e specificità, che ci sia coerenza rispetto alla vision presentata dal Commissario Hansen: un’equa distribuzione delle risorse. Oggi i soldi non vengono distribuiti in maniera equa, soprattutto a chi vive di agricoltura e a chi produce”.
“Ricambio generazionale? Bene la proposta starter-pack della Commissione, ma serve un’intensificazione sugli strumenti per aumentare la competitività, che deve guardare all’esterno, non in Europa fra stati interni. Rafforzare sistemi come l’OCM, la gestione del rischio – che nella proposta è debole e scarna – e la condizionalità sociale, che dev’essere comunque uno di quegli elementi da poter portare per garantire la sicurezza e il rispetto delle regole ai nostri lavoratori. La PAC deve mettere al centro le persone: che siano gli agricoltori, ma anche i cittadini europei”.