Roma - Uila, Lollobrigida (Masaf): il caporalato è un crimine, non impresa. VIDEOINTERVISTA
“Siamo qui per ascoltare uno dei più importanti sindacati italiani e ragionare insieme su quello che si può fare di più, ma anche raccontare quello che si è fatto ed è stato molto.”
Così il ministro Francesco Lollobrigida (Masaf) a margine dell’ VII Congresso della Uila dal 9 al 12 giugno a Roma
“Pensate che dalle istituzioni della Rete agricola di qualità del 2014 erano solamente 6500 le aziende iscritte a questo importante registro che permette di verificare l’attenzione che viene data al mondo del lavoro. Negli ultimi tre anni siamo arrivati a oltre 11.000. Abbiamo inserito dei criteri molto rilevanti anche nei bandi, perché le aziende che accettano di adeguarsi alle forme di controllo più attente al mondo del lavoro possono avere un criterio di privilegio anche nella concessione dei contributi. E non voglio dimenticare che il mio primo decreto sottoscritto insieme alla collega Calderone, Ministro del lavoro e al collega Piantedosi Ministro degli Interni, è stato proprio sulla condizionalità sociale cioè impedire che chi non è in regola con la dazione di un lavoro regolare possa percepire fondi pubblici che gli devono essere sospesi e addirittura ovviamente eliminati totalmente quando vengono verificati i fatti che gli vengono ascritti eventualmente nelle contestazioni delle forze dell’ordine.”
“Abbiamo lavorato per aumentare le ispezioni reinserendo anche il reato di somministrazione illecita di lavoro che era stato depenalizzato nel 2016, a nostro avviso facendo un grave errore, aprendo la strada alla prospettiva di poter continuare a svolgere un’attività illecita. Io considero quelli che utilizzano forza lavoro irregolare, caporalato solo dei criminali che non devono essere ascritti alla categoria degli imprenditori che ricordiamo in Italia sono invece per la maggior parte persone per bene che operano per creare ricchezza e lavoro, che si rapportano con le forze sindacali, che si confrontano costantemente per trovare le soluzioni più idonee a garantire maggiore sicurezza ed anche maggior benessere. Anche l’ultimo intervento, quello sul lavoro giusto, è un intervento peraltro apprezzato dalla gran parte delle forze sindacali, che mette in condizione ancora una volta di guardare a un salario più equo e più giusto, che metta in condizione di ripagare lo sforzo di contribuire alla crescita della nostra nazione.”
“Così come sono ovviamente giusti i controlli che, ripeto, abbiamo aumentato nel tempo anche la mia collega Calderone, che ha ovviamente la competenza specifica nelle verifiche attraverso l’INPS, attraverso le forze dell’ordine per poter arrivare a garantire che chi fa l’imprenditore per bene e quindi ha dei costi più elevati ovviamente anche nell’ambito del lavoro non subisca la concorrenza sleale di chi sfrutta i lavoratori ovviamente anche i lavoratori che subiscono questo trattamento e sono il nostro primo pensiero e su questo abbiamo lavorato anche per garantire maggiore sicurezza. Immaginate il bando ISI, il bando sulla sicurezza del lavoro di INAIL. Abbiamo più che triplicato le risorse destinate lo scorso anno a macchine agricole che permettano di lavorare in maggior sicurezza. Lo abbiamo fatto anche con bandi del nostro ministero perché la garanzia di sicurezza sul lavoro passa anche per strumenti idonei a garantire un modello di questa natura. Questi e molti altri interventi sono stati oggetto di iniziative già previste dal Governo, a fianco anche a operazioni che mettano in condizione di garantire ai lavoratori un sistema di welfare che sia idoneo a farli vivere dignitosamente.”
“Questo è l’obiettivo. Parliamo anche dei lavoratori stranieri che arrivano in Italia per contribuire alla crescita della nazione. Noi siamo contrari a qualsiasi forma di illegalità sul mondo del lavoro. Passa anche però per l’illegalità di immigrazione. Noi crediamo in una migrazione regolare tant’è vero che il decreto flussi approvato dal governo prevede 500mila nuovi ingressi nel triennio per venire a lavorare e ovviamente chi viene a lavorare deve avere gli stessi diritti e gli stessi doveri di chi opera all’interno dei nostri confini nazionali perché vi è nato e per farlo serve un processo di formazione adeguato e anche operazioni di welfare. Pensate al Piano casa che prevede nel mondo agricolo la possibilità per gli imprenditori di realizzare alloggi idonei ad ospitare in maniera degna quelli che arrivano. E su questo ci sono delle facilitazioni che abbiamo voluto inserire specificare.”
“Questo e altri interventi sono stati già previsti, ma non smettiamo di confrontarci. L’esempio della giornata di oggi sarà un momento di confronto ed approfondimento sulle altre cose che si possono fare per migliorare la qualità del lavoro in Italia, sia in termini di reddito sia in termini di crescita della sicurezza e della regolarità dei contratti di lavoro. E già nel pomeriggio, peraltro, avrò modo nella cabina di regia che abbiamo istituito per i controlli di tutela agroalimentare con la legge del 15 aprile scorso. Parleremo però anche di come il mondo del lavoro debba essere controllato in ogni ambito, sia a tutela delle produzioni e quindi del valore aggiunto che possono portare, per poi essere ripartito all’interno della filiera, premiando ogni ambito della stessa, sia come possono essere controllate le forme contrattuali in modo tale che siano giuste ed eque.”