Roma - Pac, Nardella (Pd): focus sia su giovani e piccoli produttori. Sosteniamo tetto a 100mila euro per azienda. VIDEOINTERVISTA
“Il lavoro di questi mesi sulla nuova PAC cade in un momento drammatico, come non era mai accaduto prima. Le guerre, la crisi energetica e il problema dei fertilizzanti ci impongono di non limitarci più a misure tampone. Dobbiamo costruire una Politica Agricola Comune moderna, capace non solo di intervenire nelle emergenze, ma anche di prevenirle: dalle crisi climatiche a quelle finanziarie, fino alle conseguenze dei conflitti internazionali.”
Così ad AGRICOLAE l’Europarlamentare Pd Dario Nardella a margine dell’evento ’Verso la PAC 2028-2034 in corso questa mattina a Roma.
“Per questo, come Socialisti e Democratici, insisteremo con forza sul tema della gestione del rischio. Proporremo la creazione di un fondo europeo e di specifici meccanismi di riassicurazione dei contratti assicurativi degli agricoltori, così da incentivare le aziende a tutelare la propria attività attraverso le assicurazioni e, allo stesso tempo, favorire premi più accessibili da parte delle compagnie assicurative.
Il secondo punto riguarda la condizionalità sociale. Quanto accaduto ad Amendolara è gravissimo: quattro braccianti sono morti bruciati vivi. Purtroppo, non si tratta di un episodio isolato né circoscritto alla Calabria, ma di una realtà che riguarda l’Italia e l’intera Europa. Per questo proporremo un emendamento alla PAC, che abbiamo denominato “Norma Amendolara”, affinché ogni azienda sanzionata per caporalato perda la qualifica di agricoltore attivo e, di conseguenza, il diritto a ricevere qualsiasi contributo europeo, diretto o indiretto.
Vi è poi il tema dell’emergenza che coinvolge giovani e donne. Molte aziende agricole rischiano la chiusura e l’abbandono dei campi continua ad aumentare. Servono misure specifiche: un pacchetto dedicato ai giovani agricoltori e uno rivolto ai piccoli produttori.
Condividiamo inoltre la proposta della Commissione europea di introdurre un tetto massimo di 100 mila euro ai contributi della PAC, così da redistribuire in modo più equo le risorse disponibili. L’obiettivo è evitare che i benefici si concentrino esclusivamente nelle mani dei grandi colossi dell’agricoltura, sostenendo invece le piccole e medie imprese e le aziende familiari, che rappresentano la grande maggioranza del tessuto agricolo europeo: circa il 70% delle aziende in Europa e una quota ancora più elevata in Italia.
Abbiamo bisogno di una PAC più moderna e più intelligente, che non preveda finanziamenti a fondo perduto erogati automaticamente, ma che leghi il sostegno pubblico al raggiungimento di obiettivi chiari, misurabili e coraggiosi.“