“Innanzitutto, deve essere ribadita la centralità e l’importanza di una nuova PAC. Mentre qualcuno vorrebbe sminuirla o indebolirla, oggi più che mai le altre aree del mondo e i Paesi terzi stanno investendo massicciamente negli aiuti ai propri coltivatori; noi dobbiamo fare altrettanto. Al primo posto, quindi, ci sono le risorse. È inaccettabile che, con il pretesto di un fondo per la competitività, si sottraggano fondi alle politiche tradizionali come la PAC e la coesione per finanziare strumenti che, di fatto, nascondono investimenti in armamenti e che accentrano la gestione delle risorse nelle mani della Commissione Europea, sottraendola agli Stati membri”
Così Luigi Scordamaglia, Ad Filiera Italia, a margine dell’evento “Verso la PAC 2028-2034” organizzato a Roma.
In secondo luogo, i giovani devono essere protagonisti. Le misure facoltative non sono più sufficienti: servono vincoli obbligatori. Per noi di Coldiretti e per l’Italia, è fondamentale introdurre veri meccanismi di sostegno che aiutino le nuove generazioni non solo nella fase di avvio dell’attività, ma anche nel consolidamento negli anni successivi, garantendo la loro permanenza nel settore e la loro competitività.
Infine, il terzo punto cruciale riguarda la condizionalità sociale. È intollerabile che alcune organizzazioni agricole, sia nazionali sia europee, chiedano di cancellarla. Alla luce dei drammatici episodi a cui abbiamo assistito di recente, la tutela sociale dei lavoratori deve rimanere un pilastro centrale: chi non rispetta queste regole deve perdere lo status di beneficiario dei fondi PAC.