Le proteine vegetali rappresentano una delle frontiere di sviluppo per l’autonomia agroalimentare italiana ed europea, grazie alla crescente attenzione verso salute, sostenibilità e nuove opportunità di mercato.
Questo il tema dell’incontro “Proteine vegetali e nuove opportunità per il settore agroalimentare”, promosso da Agronetwork a Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura, in collaborazione con il progetto europeo ValPro Path e con il patrocinio dell’Accademia dei Georgofili.
“Le proteine vegetali sono un tema strategico in Europa perché riguardano innovazione, competitività, sicurezza alimentare e nuove abitudini di consumo. Agronetwork continua a favorire il confronto tra imprese, ricerca e istituzioni per trasformare i cambiamenti del mercato in opportunità concrete per il sistema agroalimentare”, ha dichiarato Sara Farnetti, presidente di Agronetwork.
Ad aprire i lavori Giulia Callini, Segretaria Generale di Agronetwork, che ha illustrato la ricerca di Format Research sulle nuove tendenze alimentari. Dall’indagine emerge un consumatore sempre più attento alla composizione dei prodotti, alla sostenibilità, all’equilibrio nutrizionale e alla qualità delle materie prime. In questo contesto, le proteine vegetali si inseriscono in modo coerente con il modello della dieta mediterranea.
Il quadro nazionale ed europeo delle colture proteiche è stato approfondito da Remigio Berruto dell’Università degli Studi di Torino e partner del progetto ValPro Path, mentre Ilaria Bertini, responsabile Italia del Good Food Institute Europe, ha illustrato i dati del mercato: nel 2025 il mercato italiano dei principali prodotti vegetali alternativi ha raggiunto 669 milioni di euro, con una crescita del 4,5% sul 2024; tra il 2023 e il 2025 le vendite in volume sono aumentate del 16,9%.
Spazio anche alle esperienze aziendali con gli interventi di Marco Berardo Di Stefano, presidente di Fattoria Solidale del Circeo, e Annibale Pancrazio, amministratore delegato di Pancrazio Spa.
La tavola rotonda “Dalla scienza al piatto: ricerca, biotecnologie e nutrizione”, moderata da Daniele Rossi, Delegato Ricerca e Innovazione di Confagricoltura, ha approfondito il ruolo della ricerca e dell’innovazione lungo tutta la filiera.
“Le colture proteoleaginose possono diversificare l’offerta proteica, creando filiere nuove e più redditizie per gli imprenditori agricoli, ma servono ricerca, programmazione e una visione industriale che colleghi il campo al mercato”, ha affermato Deborah Piovan, presidente FNP Proteoleaginose di Confagricoltura.
“In un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi dei fertilizzanti l’inserimento delle leguminose nelle rotazioni consente una migliorare gestione del suolo”, ha affermato”, Philip Thurn Valsassina, presidente FNP Cereali da Foraggio di Confagricoltura.
Sono intervenuti alla tavola rotonda anche Marina Carcea, consigliera dell’Accademia dei Georgofili, Luigi Galimberti, coordinatore del Gruppo di Lavoro Agritech di Assobiotec-Federchimica, e Laura Rossi, dirigente di ricerca e direttrice del Reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità.
Una sfida che riguarda il futuro dell’agroalimentare italiano, uno dei settori più strategici per il Paese, che genera oltre 700 miliardi di euro di valore lungo l’intera filiera. In un contesto di crescente dipendenza dalle importazioni extra UE, rafforzarne la competitività significa valorizzare qualità, tracciabilità, sostenibilità e legame con il territorio, asset fondamentali per accrescere il valore delle filiere e preservare l’autonomia strategica dell’Italia e dell’Europa.