Territori, Foti: a livello UE a resilienza idrica riassegnati finanziamenti per 3,1 miliardi, 629 per Italia
“Le politiche di coesione europeaapp rresentano oggi uno strumento fondamentale per sostenere lo sviluppo dei territori, soprattutto in una fase come questa segnata da cambiamenti climatici e cambiamenti crescenti per quanto riguarda le fragilità ambientali”.
Così il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti nel corso dell’evento “Sicurezza idrica e resilienza dei territori: la proposta concreta dei consorzi di bonifica” in svolgimento a Roma, presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari.
“La recente revisione dei programmi 2021-2027 della politica di coesione ha consentito di riprogrammare 34,6 miliardi di euro, coinvolgendo a livello europeo ovviamente 25 Stati membri e 186 programmi e quindi sono state orientate le risorse verso priorità strategiche sempre più legate alla sicurezza economica e alla sicurezza territoriale. Sempre a livello europeo, alla resilienza idrica sono stati riassegnati finanziamenti per un totale di 3,1 miliardi di euro. Per quanto riguarda l’Italia, la ricollocazione delle risorse per il settore idrico ammonta a 629 milioni di euro, che è pari a circa il 10% del totale della nostra riprogrammazione. In questo quadro. Il rafforzamento degli investimenti infrastrutturali e ambientali nel settore idrico e quindi è diventato centrale. La recente revisione ha rafforzato il ruolo del Fondo FESR nel sostenere l’adattamento Climatico, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la gestione integrata della risorsa idrica”.
“Ciò anche attraverso soluzioni basate sulla natura e rafforzamento delle infrastrutture verdi. A queste priorità sono state destinate risorse significative: oltre 2 miliardi di euro per la gestione idrica e circa 2,5 miliardi di euro per quanto riguarda il clima e rischi connessi. Altre importanti risorse sono state destinate al settore idrico nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e Resilienza, che vede i Consorzi di bonifica come soggetti attuatori per gli interventi sulle infrastrutture primarie e sui sistemi irrigui. Parliamo di circa 5,5 miliardi di euro che sono stati destinati per rafforzare la resilienza del sistema idrico nazionale, ridurre le perdite a migliorare l’efficienza delle infrastrutture esistenti e favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici. In particolare, il Piano nazionale di ripresa e Resilienza finanzia con circa 2 miliardi interventi sugli invasi e sui sistemi di approvvigionamento a uso idropotabile e o irriguo. Altri 3 miliardi di euro sono stati destinati alla riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua potabile. E ancora 880 milioni mirano a incrementare l’efficienza dei sistemi irrigui e 600 milioni sono finalizzati a investimenti per la depurazione e riuso delle acque reflue. Il governo, quindi, ha svolto un’azione puntuale a riguardo, soprattutto tenendo presente che per quanto riguarda le acque reflue abbiamo delle annose procedure di infrazione aperte nei confronti dell’Unione europea. Non solo, ma il Governo Meloni ha richiesto e ottenuto dalla Commissione europea nell’ambito della rimodulazione del piano nazionale di ripresa e resilienza del novembre 2025”.