«Esprimiamo una condanna ferma, netta e senza alcuna ambiguità per quanto accaduto ad Amendolara, dove quattro lavoratori agricoli hanno perso la vita in circostanze drammatiche. È una tragedia che colpisce profondamente la Calabria e l’intero Paese, davanti alla quale non possono esserci silenzi, esitazioni o sottovalutazioni».
Così Giuseppino Santoianni, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori, interviene sui tragici fatti verificatisi in provincia di Cosenza.
«Alle vittime e alle loro famiglie va il cordoglio dell’Associazione Italiana Coltivatori. Su quanto accaduto dovrà essere fatta piena luce, accertando ogni responsabilità e ricostruendo fino in fondo il contesto in cui questa tragedia è maturata. Episodi di tale gravità impongono una reazione ferma da parte di tutte le istituzioni e dell’intera società civile», dichiara Santoianni.
«Il caporalato e lo sfruttamento del lavoro sono una piaga inaccettabile. Negano la dignità della persona, feriscono il mondo agricolo e danneggiano le tante imprese sane che ogni giorno operano nel rispetto delle regole, dei contratti e della sicurezza dei lavoratori», prosegue il presidente AIC.
«L’agricoltura italiana non può essere associata a sistemi illegali e disumani. È fatta in larghissima parte da aziende oneste, cooperative e comunità rurali che producono valore, qualità e presidio del territorio. Proprio per questo chi sfrutta deve essere isolato e chi lavora nella legalità deve essere sostenuto e tutelato».
«Di fronte a una tragedia così grave — conclude Santoianni — serve una risposta unitaria e responsabile. La dignità del lavoro agricolo non è negoziabile. Nei campi italiani non può esserci spazio per sfruttamento, ricatto, illegalità e violenza. La memoria delle vittime di Amendolara ci impone una reazione ferma e un impegno concreto, a tutti i livelli istituzionali e sociali».