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Lega Coop Agroalimentare23/06/2026 15:30

Cereali: Legacoop Agroalimentare fa il punto su prezzi Cun, normativa Eudr e avvio della raccolta

Cereali: Legacoop Agroalimentare fa il punto su prezzi Cun, normativa Eudr e avvio della raccolta

L’andamento e l’efficacia della Commissione Unica Nazionale (Cun) del Grano Duro, l’impatto del Regolamento europeo sulla deforestazione (Eudr) e i primissimi dati sull’imminente campagna di raccolta. Sono questi i temi cruciali al centro dell’attenzione di Legacoop Agroalimentare che nei giorni scorsi ha organizzato un incontro strategico dove ha riunito i coordinamenti delle proprie filiere cerealicole. Un confronto a tutto campo che ha coinvolto l’intero perimetro del comparto: dal seme dei cereali al pane e ai prodotti finiti, passando per le fasi di conferimento, stoccaggio, commercializzazione e trasformazione in farina e semole.

Al via la raccolta: i primi dati dai territori tra luci e ombre

Intanto arrivano i primi dati sull’andamento della nuova campagna di raccolta, che delineano un quadro diversificato a seconda delle aree geografiche e delle pratiche agronomiche adottate:

Nord Italia e Areale Padano

Le operazioni di trebbiatura procedono spedite, delineando un quadro complessivamente positivo sia per i volumi sia per gli aspetti fitosanitari, sebbene condizionato localmente dall’andamento meteo di metà maggio.

  • Grano Tenero: Campagna decisamente favorevole nel bacino padano, trainata dalle ottime performance in Emilia – nonostante una partenza più tardiva in Romagna – con rese in crescita del 10-15% rispetto allo scorso anno. Il peso specifico si attesta su livelli ottimi e non si registrano patologie di rilievo; anche il prodotto allettato dal vento forte ha preservato la qualità grazie a spighe rimaste distanti dal terreno. Buono il contenuto proteico.
  • Grano Duro: La crescita si rivela più contenuta rispetto al tenero, fermandosi a un incremento massimo del 10% sulle rese dello scorso anno. La coltura ha risentito maggiormente della stretta calda di metà maggio, registrando un contenuto proteico non elevato e stabile intorno al 13%.
  • Focus Pianura e Collina: Nelle aree già raccolte (dove le operazioni hanno superato il 60%), le rese medie si attestano sui 65 quintali per ettaro in pianura, mentre scendono a circa 40 quintali nelle zone collinari. Il tenore proteico complessivo mostra una leggera flessione sull’annata precedente, posizionandosi mediamente intorno al 13% a seconda della tipologia di prodotto.

Centro Italia

La campagna è alle battute iniziali. I primissimi dati emersi, da valutare ancora con la necessaria prudenza, lasciano comunque ipotizzare un quadro qualitativo decisamente interessante per i raccolti dell’intera area centrale del Paese.

In Toscana si registra una campagna fortemente influenzata dalle scelte di semina e dalle tecniche colturali adottate in campo.

  • Grossetano: Dinamica anomala nel territorio di Grosseto, dove si è registrato un drastico calo delle superfici seminate a grano, ridotte a circa il 20% rispetto ai dati storici. Di conseguenza, la campagna si sta rivelando rapidissima: le operazioni sono iniziate e parallelamente volgono già al termine, con il grosso del raccolto ormai in via di completamento.
  • Pisa e Siena (Colza): Si è conclusa con successo la raccolta della colza. I risultati sono soddisfacenti in entrambe le province, con una media produttiva di 35 quintali per ettaro e picchi localizzati ancora superiori.
  • L’andamento dei Grani e la forbice qualitativa: I dati evidenziano una netta divisione qualitativa legata alla gestione agronomica.
    • Top di gamma (10-15% del comparto): Le aziende che hanno seguito la coltura in modo ottimale (almeno tre concimazioni in copertura e utilizzo di seme certificato) portano a casa rese soddisfacenti e parametri eccellenti, con pesi specifici molto alti e picchi proteici che nel senese toccano il 14%.
    • La media regionale: La restante quota di prodotto ricalca l’andamento dello scorso anno. Se da un lato i pesi specifici si mantengono alti (valori di 81-82), dall’altro il livello di proteine si ferma su valori medio-bassi, oscillando tra l’11,5% e il 12%

Cun Grano Duro: serve efficacia nel tempo e attenzione ai costi di produzione

Proprio a fronte di questo quadro produttivo in evoluzione, i rappresentanti della produzione agricola hanno espresso forte preoccupazione riguardo ai reali impatti che lo strumento della Cun ha avuto sinora. L’auspicio è che le criticità emerse possano servire a rendere lo strumento più efficace nel futuro, tutelando realmente il giusto reddito dei cerealicoltori.

Nel corso dei lavori è stato evidenziato come la determinazione dei prezzi avvenga ormai su scala prevalentemente sovranazionale, governata da un oligopolio di grandi operatori internazionali. I tentativi correttivi a livello nazionale, come la Cun, sono considerati apprezzabili, ma devono essere necessariamente accompagnati da un’azione a livello europeo sulle asimmetrie di potere nella filiera, specialmente alla luce delle difficoltà operative che le cooperative stanno affrontando in questo delicato momento di mercato.

Il ruolo delle cooperative e il valore dei contratti di filiera

Legacoop Agroalimentare ha rimarcato l’importanza di un’applicazione effettiva, uniforme e universale del prezzo Cun, che può rivelarsi utile solo se diventa un punto di riferimento univoco sui mercati. Le cooperative, per il loro ruolo di valorizzazione del prodotto dei soci e per l’importanza dei volumi commercializzati, rappresentano un osservatorio privilegiato per valutare quanto questi prezzi incidano realmente sui valori reali.

A questo proposito, Legacoop Agroalimentare precisa di non essere rappresentata nella Cun Grano Duro. Ciò nonostante, ribadisce il proprio impegno costruttivo su tutti i tavoli di settore e ricorda che le risposte dirette e le certezze ai produttori sulle condizioni di conferimento vengono fornite quotidianamente dalle cooperative attraverso lo strumento strutturale dei contratti di filiera.

Per Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, «i contratti di filiera rappresentano l’unica risposta concreta in grado di affrontare l’instabilità del mercato e di tutelare il reddito dei soci senza subire passivamente le dinamiche esterne». E sottolinea «l’esigenza che la Cun inizi a tenere conto dei costi di produzione, ricordando il ruolo fondamentale del sistema cooperativo che, grazie alla sua capacità aggregativa, continua a dare risposte al comparto nonostante i pesanti rincari dei fattori produttivi e l’insufficiente valorizzazione del grano duro».

Dossier Eudr: semplificazioni positive, ma resta il nodo tracciabilità

Il secondo punto all’ordine del giorno ha riguardato il Regolamento UE 2023/1115 sulla deforestazione (Eudr)e le sue implicazioni per l’approvvigionamento di materie prime nei settori cerealicolo e mangimistico.

Durante il tavolo sono state raccolte le forti preoccupazioni degli operatori sulla corretta applicazione della normativa. Malgrado le modifiche in senso semplificatorio nel frattempo intervenute, la norma continua a presentare aspetti di difficile adempimento per gli agricoltori. Legacoop Agroalimentare ritiene pertanto auspicabili ulteriori modifiche finalizzate a favorire un’implementazione che sia davvero corretta, fluida e utile per le imprese della filiera.