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In parlamento05/06/2026 10:51

DOP e IGP, interrogazione Centinaio (Lega): su impugnazione sentenza TAR Lazio consorzio aceto balsamico Modena

Roma - Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03078

presentata da

GIAN MARCO CENTINAIO
mercoledì 3 giugno 2026, seduta n.423

CENTINAIO – Al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste – Premesso che:

con la sentenza n. 8322 del 2026, pubblicata il 5 maggio 2026, il TAR del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal consorzio tutela aceto balsamico tradizionale di Modena, annullando il provvedimento ministeriale che intimava al consorzio la cessazione dell’attività di imbottigliamento;

gli uffici del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, in particolare il Dipartimento della sovranità alimentare e la Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare (nota n. 671194 del 5 dicembre 2023), nonché l’ufficio del consigliere ministeriale con funzioni di alta consulenza (nota n. 0106331 del 4 marzo 2024), hanno più volte chiarito che i consorzi di tutela non possono svolgere attività di produzione, incluse le fasi finali come l’imbottigliamento;

la normativa vigente attribuisce ai consorzi di tutela delle DOP funzioni esclusivamente rivolte alla tutela, promozione, valorizzazione, informazione al consumatore e cura degli interessi della denominazione, mentre l’imbottigliamento costituisce una fase produttiva vera e propria, riconducibile all’attività imprenditoriale;

per svolgere l’attività di imbottigliamento, il consorzio dovrebbe essere iscritto come operatore certificato, al pari degli altri imbottigliatori, entrando così nel sistema di controllo della denominazione e assumendo una doppia e ingiustificata veste di controllore e controllato;

l’eventuale iscrizione del consorzio al sistema di controllo altererebbe anche il computo del voto in assemblea, poiché la quantità di prodotto imbottigliato incide sul valore del voto, generando un’evidente distorsione;

il consorzio, inoltre, non versa le quote contributive previste per gli operatori iscritti, con conseguente disparità di trattamento rispetto agli altri imbottigliatori che sostengono integralmente i costi del sistema;

l’orientamento ministeriale è sempre stato chiaro e coerente con l’indirizzo di governo, volto a garantire la sovranità alimentare e la tutela del sistema delle denominazioni registrate;

la possibilità per un consorzio di svolgere direttamente fasi produttive, anche oltre l’imbottigliamento, potrebbe indurre tutti gli altri consorzi del settore vitivinicolo a rivendicare analoghe prerogative;

analoga richiesta potrebbe provenire anche dai consorzi di prodotti diversi dal vino, con il rischio di compromettere l’intero sistema delle DOP e delle IGP, fondato sulla netta separazione tra funzioni di tutela e di produzione,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda dare indicazioni chiare e immediate agli uffici competenti, affinché provvedano all’impugnazione della sentenza del TAR Lazio richiamata, al fine di salvaguardare il sistema delle denominazioni registrate e i principi della sovranità alimentare.

(4-03078)