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Agricoltura10/06/2026 15:47

IA entra nei campi. Serpillo (UCI): Può aiutare gli agricoltori, ma non sostituire l’esperienza umana

IA entra nei campi. Serpillo (UCI): Può aiutare gli agricoltori, ma non sostituire lesperienza umana 

 

Droni, sensori, sistemi predittivi e algoritmi sempre più sofisticati stanno trasformando il settore agricolo. Anche in Italia cresce lutilizzo delle tecnologie digitali applicate alle coltivazioni, alla gestione delle risorse idriche e al monitoraggio delle produzioni. Un processo che rappresenta una grande opportunità per aumentare efficienza e sostenibilità, ma che non può prescindere dal ruolo centrale dellagricoltore.

A sottolinearlo è Mario Serpillo, Presidente nazionle dellUCI Unione Coltivatori Italiani, intervenendo nellambito del crescente dibattito sullintelligenza artificiale, con particolare attenzione al suo impiego in agricoltura.

«Lintelligenza artificiale può rappresentare uno strumento straordinario per affrontare alcune delle principali sfide che il settore agricolo si trova davanti: cambiamenti climatici, siccità, aumento dei costi produttivi e necessità di utilizzare in modo più efficiente acqua ed energia. Tuttavia, dobbiamo evitare lerrore di considerarla una panacea per tutti i problemi perché essa non potrà e non dovrà sostituire lintelligenza, la sensibilità e il lavoro delluomo.»

Secondo le più recenti rilevazioni sullAgricoltura 4.0, il mercato delle tecnologie digitali applicate al settore ha raggiunto in Italia un valore di circa 2,5 miliardi di euro, con una crescita che conferma il forte interesse delle imprese verso linnovazione. Eppure, una larga parte delle aziende agricole continua a incontrare difficoltà nellaccesso agli strumenti digitali, alle competenze e agli investimenti necessari per adottarli in maniera efficace.

«Un algoritmo può elaborare migliaia di dati in pochi secondi, individuare anomalie o suggerire interventi. Ma non può sostituire lesperienza di chi vive la terra ogni giorno. Lagricoltore conosce i propri campi, osserva le stagioni, interpreta segnali che spesso sfuggono ai modelli matematici e prende decisioni basandosi su una conoscenza costruita negli anni. Questa capacità umana resta insostituibile.»

Per il Presidente dellUCI, Mario Serpillo il rischio è quello di alimentare una narrazione che vede la tecnologia come alternativa al lavoro agricolo, anziché come uno strumento al suo servizio.

«Lagricoltura non è una catena di montaggio. Ogni territorio ha caratteristiche uniche, ogni stagione presenta variabili imprevedibili e ogni azienda sviluppa un patrimonio di conoscenze che non può essere replicato da una macchina. Lintelligenza artificiale deve supportare gli agricoltori nelle decisioni, non sostituirne il ruolo.»

Il Presidente Serpillo, concludendo, richiama lattenzione sulla necessità di accompagnare la transizione tecnologica con adeguate politiche di formazione e sostegno alle imprese agricole.

«Linnovazione deve essere accessibile a tutti, non soltanto alle grandi realtà. Servono investimenti per migliorare le competenze, potenziare la connettività delle aree rurali e la diffusione delle tecnologie anche nelle aziende di piccole e medie dimensioni. Il futuro dellagricoltura sarà costruito dallincontro tra innovazione e conoscenza umana. Senza gli agricoltori, nessuna intelligenza artificiale sarà mai in grado di custodire e valorizzare il patrimonio agricolo dei nostri territori.»