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Agricoltura10/06/2026 15:57

Olio, Coldiretti: business da oltre 5,8 miliardi, i sequestri sono una goccia nel mare

Olio, Coldiretti: business da oltre 5,8 miliardi, i sequestri sono una goccia nel mare

Coldiretti e Unaprol annunciano la volontà di costituirsi parte civile nei procedimenti che scaturiranno dall’operazione antifrode, durata 2 anni, condotta pochi giorni fa nel Salento dall’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi (ICQRF) e dalla Guardia di Finanza contro i trafficanti di olio che speculano sul lavoro degli agricoltori e ingannano i cittadini.

Ma, pur esprimendo apprezzamento per l’attività investigativa e per il sequestro effettuato, l’analisi macroeconomica basata sui dati consolidati della filiera impone una riflessione drastica: questo sequestro è solo una goccia nell’oceano. Siamo di fronte a un fenomeno che ha dimensioni enormi e che richiede controlli sempre più capillari e strutturali, oltre a una piena trasparenza sull’origine dei prodotti.
La celebre metafora di Sant’Agostino del fanciullo che tenta di svuotare il mare con un guscio di noce rende bene l’idea delle proporzioni del problema e di quello che sta succedendo in questo momento.

I dati della campagna 2025/26 ci dicono che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva, a fronte di un mercato che tra consumi interni (461 milioni di litri) ed export (318 milioni di litri) movimenta complessivamente 779 milioni di litri. Ben 545 milioni di litri all’anno rappresentano l’import, larga parte dei quali finisce per essere spacciata per tricolore, all’estero come sul mercato interno, nonostante l’obbligo dell’etichetta d’origine.

“L’ultima operazione in Salento ha visto il sequestro di 327mila litri di olio – spiega David Granieri vicepresidente Coldiretti e presidente Unaprol – ma si tratta di una goccia nel mare poiché rappresentano appena lo 0,04% circa di questo immenso fiume d’importazione di cui sappiamo poco o nulla. Il lavoro delle forze dell’ordine e dell’Icqrf va sostenuto con ogni mezzo, ma dobbiamo proseguire con assoluta fermezza sulla strada dei controlli a tappeto, trasformandoli da episodici a strutturali – prosegue Granieri – e combattere senza tregua quei trafficanti di olio che sfruttano questa massa enorme di prodotto di dubbia provenienza e qualità per abbattere artificialmente i prezzi e umiliare il lavoro dei produttori italiani.

L’olio d’oliva rappresenta un business importante da circa 5,8 miliardi di euro, sul quale occorre fare una volta per tutte piena trasparenza, con misure strutturali efficaci per evitare di favorire i trafficanti e penalizzare agricoltori e cittadini”.

“I cittadini hanno diritto a conoscere con chiarezza ciò che portano in tavola – aggiunge Granieri – per questo, nel piano di interventi presentato al ministero dell’Agricoltura, abbiamo ribadito la necessità del rafforzamento dei controlli sulla provenienza e sull’autenticità dell’olio extravergine di oliva.

L’origine del prodotto – conclude Granieri – dovrebbe essere garantita attraverso strumenti innovativi come risonanza magnetica nucleare (Nmr), mappa isotopica e screening analitici mirati che devono assumere valore probatorio anche in sede giudiziaria per bloccare chi spaccia come Made in Italy olio estero”.