Roma - Interrogazione a risposta orale 3-02647
presentata da
mercoledì 3 giugno 2026, seduta n.423
BERGESIO, CANTALAMESSA, SPELGATTI – Ai Ministri della salute e dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste – Premesso che:
le principali associazioni della filiera zootecnica nazionale segnalano una situazione di estrema criticità negli approvvigionamenti di soia e farina di soia destinate all’alimentazione animale;
infatti le tensioni registrate nel mercato nazionale ed europeo delle materie prime proteiche, aggravate da un clima di forte instabilità, rischiano di compromettere la continuità delle forniture necessarie alla produzione di mangimi;
le scorte disponibili risultano sufficienti a garantire la continuità produttiva solo per un periodo di tempo molto limitato. Si tratta di una situazione che, in assenza di rapido ripristino dei flussi commerciali, potrebbe determinare conseguenze gravi sull’intera filiera zootecnica nazionale, con conseguenti ripercussioni sul benessere animale, essendo la soia una fonte proteica difficilmente sostituibile;
tali criticità derivano dall’attivazione, da parte dell’Olanda, di allerte comunitarie relative alla possibile presenza di tracce minime dell’evento OGM HB4, rilevate a livelli prossimi al limite di rilevabilità analitica, con conseguente applicazione di controlli rafforzati e blocchi sanitari delle partite;
il metodo analitico utilizzato dal laboratorio olandese sarebbe sviluppato su un modello di analisi qualitativo e privo di materiale di riferimento certificato;
un episodio particolarmente allarmante si è verificato presso il porto di Ravenna, dove una nave, dopo aver scaricato parte del carico, è ripartita con il restante carico verso altre destinazioni, meno esposte, per evitare un eventuale blocco sanitario;
tale situazione rischia di compromettere la reputazione commerciale dell’Italia e dell’Unione europea, inducendo gli esportatori internazionali a considerare altri mercati più prevedibili, con ulteriore riduzione della disponibilità di soia sul mercato europeo;
l’industria nazionale dei mangimi consuma circa 10.000 tonnellate al giorno di farina di soia ed è dipendente dall’estero per oltre l’85 per cento del fabbisogno, nonostante l’Italia sia il primo produttore di soia in Europa,
si chiede di sapere:
quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare per garantire la continuità degli approvvigionamenti di soia e farina di soia, evitando blocchi produttivi che metterebbero a rischio il benessere animale e la stabilità delle filiere zootecniche nazionali;
se non si ritenga necessario promuovere in sede europea un approfondimento tecnico-scientifico volto a definire una soglia di tolleranza minima per eventi già valutati come sicuri da organismi internazionali, così da evitare blocchi ingiustificati delle partite e garantire la continuità delle forniture;
se si voglia avviare una riflessione, a livello nazionale ed europeo, per la costituzione di una scorta strategica di materie prime proteiche e cereali, al fine di garantire alle filiere zootecniche nazionali la continuità dei flussi di approvvigionamento in caso di loro eventuali ed imprevedibili interruzioni.
(3-02647)