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In parlamento05/06/2026 10:55

Transizione 5.0, interrogazione Caramiello (M5S): assicurazione piena fruibilità credito imposta relativo

Atto Camera

Roma - Interrogazione a risposta in commissione 5-05461

presentato da

CARAMIELLO Alessandro

testo di

Mercoledì 3 giugno 2026, seduta n. 668

CARAMIELLO, CHERCHI e SERGIO COSTA. — Al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:

il comparto agricolo e agromeccanico italiano rappresenta un settore strategico per la competitività del sistema agroalimentare nazionale e l’innovazione tecnologica in agricoltura costituisce un elemento centrale per il futuro del settore primario, per l’aumento della produttività, per la sostenibilità delle produzioni e per favorire il ricambio generazionale nelle imprese agricole;

in questi anni sono stati varati importanti strumenti per incentivare l’innovazione in agricoltura, tra questi, certamente Agricoltura 4.0, messa in atto dal Governo Conte II, che ha costituito un fondamentale incentivo agli investimenti in macchine agricole innovative, agricoltura di precisione, digitalizzazione e riduzione dei consumi energetici;

Transizione 5.0 lanciata dopo la chiusura dei piani nazionali Industria 4.0 e Agricoltura 4.0, si è invece dimostrata, fin da subito, una norma inefficace per eccesso di burocrazia e necessità di importanti spese per la compilazione della pratica, tanto che in ambito agricolo pochi se ne sono serviti;

da novembre 2025, tuttavia, i fondi ancora disponibili (quasi 4 miliardi di euro) sono stati trasferiti ad altri, programmi, creando la categoria degli «esodati di Transizione 5.0»;

il Gestore dei servizi energetici (Gse) ha recentemente avviato la fase operativa relativa alle pratiche cosiddette di tali esodati, comunicando alle imprese il riconoscimento del credito d’imposta nella misura di circa il 90 per cento rispetto a quanto originariamente richiesto, tuttavia la normativa vigente prevede che tali crediti debbano essere integralmente compensati entro il 31 dicembre 2026, senza possibilità di riportare le eventuali quote residue negli anni successivi;

tale limite temporale risulta però possibile per un’impresa del settore industriale, con diversi dipendenti e scadenze fiscali come Irap e Irpef, ma molto difficile per la classica azienda agricola con pochi o nessun dipendente e che non paga Irpef;

resta poi una situazione di forte incertezza per le imprese che possono avvalersi del credito d’imposta 4.0, perché impossibilitati ad accedere alla Transizione 5.0, confidando nella continuità degli incentivi; ad oggi, infatti, non risultano ancora emanati i provvedimenti necessari per rendere operativa la misura, né sono stati chiariti i tempi certi per la fruizione del beneficio –:

se intendano assumere iniziative di competenza per assicurare alle aziende agricole la piena fruibilità del credito di imposta relativo alla Transizione 5.0, verificando la possibilità di utilizzo negli anni successivi al 2026, se intendano chiarire i tempi previsti per l’attuazione delle misure relative al credito d’imposta 4.0 e se siano in atto altre iniziative a sostegno dell’innovazione nel settore agricolo.
(5-05461)