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Agricoltura12/06/2026 09:54

Agricoltura: Trattori veloci, proroga a fine anno per revisioni. Federacma: Rinvio inevitabile, ma mettere sistema in condizione di funzionare

Agricoltura: Trattori veloci, proroga a fine anno per revisioni. Federacma: Rinvio inevitabile, ma mettere sistema in condizione di funzionare

La scadenza per la revisione dei trattori agricoli velociimmatricolati tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2019 slittadal 30 giugno al 31 dicembre 2026. Lo prevede il nuovo decreto della Direzione generale per la Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che prende atto delle difficoltà emerse nell’avvio dei controlli tecnici sui trattori a ruote con velocità massima di progetto superiore a 40 km/h, appartenenti alle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5.

La proroga arriva dopo le criticità segnalate a metà aprile dalle principali organizzazioni del mondo agricolo e agromeccanico, tra cui Federacma – la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio – che insieme a Confagricoltura, CIA-Agricoltori Italiani, Copagri, CAI Agromec e UNCAI aveva scritto al Ministero per evidenziare il rischio concreto di un blocco operativo per migliaia di imprese.

Alla base del rinvio vi sono le difficoltà organizzative riscontrate sia dagli Uffici della Motorizzazione Civile sia dai centri privati autorizzati, in particolare per l’approvvigionamento delle attrezzature specifiche, la predisposizione degli spazi, l’organizzazione delle prove e l’applicazione uniforme delle procedure previste dal decreto dirigenziale n. 494 del 25 novembre 2025.

“Il rinvio al 31 dicembre era ormai inevitabile – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma – perché il sistema, nella maggior parte del territorio nazionale, non era ancora nelle condizioni di garantire alle imprese la possibilità concreta di adempiere all’obbligo di revisione entro il 30 giugno. Non si può chiedere agli operatori di rispettare una scadenza quando, in molti casi, gli uffici non accettano ancora le prenotazioni o non sono state date indicazioni operative sufficientemente chiare”.

Federacma sottolinea tuttavia che la proroga non deve diventare l’ennesimo rinvio fine a sé stesso. I primi casi di revisione conclusa con esito regolare, come avvenuto a Ravenna e a Cuneo, dimostrano infatti che il sistema può funzionarequando uffici, imprese e operatori sono messi nelle condizioni di lavorare con procedure chiare e strumenti adeguati.

“I casi già documentati dimostrano una cosa semplice: volendo, si può fare – prosegue Borio –. Dove la Motorizzazione si è organizzata, dove le procedure sono state applicate e dove le imprese si sono presentate con la documentazione in ordine, le revisioni sono state effettuate. Questo significa che non siamo davanti a un problema tecnico insuperabile, ma a una difficoltà organizzativa che va affrontata subito e in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”.

Secondo Federacma, i prossimi mesi dovranno essere utilizzati per rendere realmente operativo il sistema. Servono indicazioni chiare agli Uffici della Motorizzazione Civile, accettazione delle prenotazioni tramite modello TT 2100, coinvolgimento dei centri privati autorizzati, formazione del personale tecnico, mappatura delle strutture disponibili e una procedura transitoria che consenta alle imprese che hanno presentato richiesta di revisione e versato gli oneri previsti di continuare a operare fino alla convocazione.

“Accogliamo la proroga come una misura necessaria per evitare un fermo burocratico dei mezzi – aggiunge Borio – ma ora non bisogna perdere altro tempo. Da qui al 31 dicembre occorre costruire una rete operativa nazionale, capace di dare risposte omogenee alle imprese agricole, agromeccaniche e ai concessionari. Il rischio, altrimenti, è arrivare alla nuova scadenza con gli stessi problemi di oggi”.

Il tema riguarda mezzi moderni, spesso acquistati con investimenti rilevanti e inseriti in processi produttivi avanzati, anche legati all’Agricoltura 4.0. L’impossibilità di procedere alla revisione, per cause non imputabili ai proprietari, avrebbe potuto determinare conseguenze pesanti sulla circolazione stradale e sull’operatività delle imprese.

“Federacma ribadisce la piena disponibilità al confronto tecnico con il Ministero e con la Direzione generale della Motorizzazione – conclude Borio –. La revisione dei mezzi agricoli non è un adempimento formale: è un passaggio fondamentale per la sicurezza, per la modernizzazione del parco macchine e per la responsabilità dell’intero comparto. La proroga deve essere l’occasione per partire davvero, non per rinviare ancora il problema”.