Trattrici, Federunacoma: cresce il mercato in India, ancora in calo quello USA
Crescono nei primi quattro mesi dell’anno le vendite globali di trattrici, che raggiungono le 512 mila unità. L’andamento del settore condizionato dalla performance dell’India, che continua a marciare a ritmo da primato. In chiaroscuro i mercati tradizionali: rallentano USA, Canada e Brasile, tiene l’Europa, perde vistosamente la Turchia. Variabile fondamentale la tenuta dell’accordo tra Stati Uniti e Iran.
I dati relativi all’andamento delle vendite globali di trattrici nei primi quattro mesi del 2026 descrivono un andamento differenziato nei principali Paesi. Nel periodo compreso fra gennaio e aprile le vendite complessive hanno registrato un incremento del 18% rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da 433 mila a 512 mila unità, ma la crescita è falsata dalla performance dell’India e non riflette il reale andamento del settore. Infatti, con 375 mila mezzi venduti nel quadrimestre, il subcontinente indiano marcia nuovamente a ritmo da primato, confermandosi come un Paese capace di oltre un milione di immatricolazioni l’anno, che rappresentano circa il 40% del totale mondiale. Questa l’analisi offerta dalla presidente di FederUnacoma (l’associazione italiana dei costruttori di macchine agricole) Mariateresa Maschio in occasione dell’Assemblea annuale della Federazione, che si è tenuta nel pomeriggio di oggi presso il Palazzo di Varignana (Bologna). Nel corso del suo intervento la presidente ha segnalato la specificità dell’India, caratterizzata in prevalenza da potenze medie e basse e da un uso polivalente della trattrice, impiegata non solo per le lavorazioni agricole, ma per il trasporto di merci e persone.
Se il mercato indiano cresce, quelli tradizionali sono in affanno. In Nordamerica continuano a perdere terreno gli Stati Uniti. Dopo i forti passivi registrati nel 2024 (-13%) e nel 2025 (-10%), le vendite di trattrici rallentano ulteriormente nei primi quattro mesi del 2026 fermandosi a 53.800 unità, vale a dire il 9% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il segno meno ha caratterizzato anche l’andamento del Canada, che è calato dell’8% a fronte di 6.100 unità di nuova immatricolazione, e del Brasile cha ha visto una flessione del 15% con 12.300 macchine. Molto consistente è il passivo della Turchia, che si ferma a 7.250 trattrici, pari alla metà di quelle immatricolate nel primo quadrimestre del 2025. Luci e ombre caratterizzano la performance dell’Europa, che vede incrementare del 4% le vendite complessive di trattrici (sopra quota 45 mila), ma che evidenzia una stagnazione del mercato tedesco (-0,7% con 9.240 macchine vendute) e una forte flessione di quello polacco (-14,8%, a fronte di 2.670 mezzi), che negli ultimi anni aveva dato prova di grande dinamicità. Bilancio positivo invece per Italia (4,6% con 5.250 unità) e Francia (+1,1% con 7.340 trattrici), mentre la Gran Bretagna torna in attivo (+25% con 4.550 mezzi). “Le tensioni geopolitiche, la regionalizzazione dell’economia, la frammentazione dei mercati e le strategie protezionistiche perseguite da alcuni Paesi condizionano da tempo l’andamento del settore agromeccanico”, ha rimarcato Mariateresa Maschio. “Queste criticità sono state aggravate nei primi mesi dell’anno, dalle conseguenze del conflitto nel Golfo Persico che – ha concluso la presidente della Federazione – ha determinato una nuova impennata nel costo dell’energia e dei fertilizzanti, riducendo ulteriormente la capacità di investimento del settore primario”.