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Agricoltura04/06/2026 19:50

Dop e igp, de Castro: “con il nuovo dm consorzi si da piena attuazione del nuovo reg. Su indicazioni geografiche”

Dop e igp, de Castro: “con il nuovo dm consorzi si da piena attuazione del nuovo reg. Sulle indicazioni geografiche”

Il Presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Qualivita e relatore del Regolamento UE 2024/1143: “Un provvedimento atteso che consolida il modello italiano come riferimento internazionale. Ora le filiere certificate hanno strumenti all’altezza della loro funzione strategica”

Roma, 4 giugno 2026 – L’entrata in vigore del nuovo Decreto Ministeriale sui Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP rappresenta un passaggio strategico per il futuro del sistema delle Indicazioni Geografiche italiane ed europee. Il provvedimento dà piena attuazione al Regolamento (UE) 2024/1143, approvato dal Parlamento europeo con Paolo De Castro in qualità di relatore, traducendo in strumenti operativi concreti una riforma pensata per rafforzare il ruolo delle filiere di qualità e la capacità dei territori di generare sviluppo duraturo.

“Accolgo con grande soddisfazione l’entrata in vigore di questo decreto — dichiara Paolo De Castro — perché segna il completamento di un percorso legislativo nel quale l’Europa ha riconosciuto alle Indicazioni Geografiche un ruolo sempre più centrale nelle politiche agroalimentari, ambientali e territoriali. Il Ministero dell’Agricoltura ha saputo recepire con tempestività e visione le innovazioni introdotte dalla normativa europea, mettendo a disposizione delle filiere uno strumento moderno ed efficace.”

Tra gli aspetti qualificanti del nuovo quadro normativo, il rafforzamento delle funzioni dei Consorzi di tutela, riconosciuti non più soltanto come organismi deputati alla protezione delle denominazioni, ma come soggetti di governance a pieno titolo delle filiere certificate.

“Le DOP e le IGP sono sistemi economici e sociali complessi — prosegue De Castro — che mettono in relazione agricoltori, trasformatori, imprese, territori e consumatori. Rafforzare il ruolo dei Consorzi significa offrire alle comunità produttive strumenti più efficaci per programmare la produzione, gestire il mercato, valorizzare il lavoro agricolo e costruire strategie condivise di sviluppo.”

Di particolare rilievo è l’estensione delle misure di regolazione dell’offerta alle diverse filiere agroalimentari certificate, che consentirà di migliorare l’equilibrio tra domanda e produzione, favorendo una distribuzione più equa del valore lungo la catena e una maggiore tutela del reddito agricolo.

Il decreto recepisce inoltre le nuove competenze attribuite ai Consorzi in materia di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. “L’Europa ha scelto di affidare alle Indicazioni Geografiche un ruolo attivo nella transizione verso modelli produttivi più sostenibili — sottolinea De Castro — nella consapevolezza che la sostenibilità non si impone dall’alto, ma nasce dalla conoscenza dei territori, dal coinvolgimento delle comunità produttive e dalla valorizzazione delle specificità locali.”

Significativo anche il riconoscimento del Turismo DOP come ambito di intervento dei Consorzi, una delle innovazioni più rilevanti introdotte durante il percorso europeo del Regolamento 2024/1143, promossa con il contributo di Fondazione Qualivita e sostenuta dal Ministro Francesco Lollobrigida.

“Abbiamo voluto affermare un principio semplice ma innovativo: le DOP e le IGP non tutelano soltanto un prodotto, ma custodiscono una cultura e rappresentano un patrimonio territoriale unico. Il Turismo DOP apre oggi nuove opportunità di sviluppo economico e occupazionale, valorizzando il legame profondo tra produzioni certificate, paesaggi, tradizioni e comunità locali.”

Per De Castro, il decreto è anche la conferma della capacità dell’Italia di guidare l’evoluzione del sistema europeo delle Indicazioni Geografiche. “L’Italia è il primo Paese europeo per numero di DOP e IGP e il modello italiano dei Consorzi di tutela è da tempo un punto di riferimento internazionale. Con questo provvedimento si rafforza una governance che ha dimostrato di saper generare valore economico, coesione sociale e competitività: una leva strategica per la crescita dell’agroalimentare europeo e per il futuro delle aree rurali.”