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ENPAIA25/06/2026 10:22

Enpaia, Gargano (Anbi): L’Italia che tiene: l’acqua come infrastruttura che non può cedere

Enpaia, Gargano (Anbi): L’Italia che tiene: l’acqua come infrastruttura che non può cedere

«In un Paese che vive ormai in stato di stress climatico permanente, la differenza non la fa chi racconta l’emergenza, ma chi costruisce le condizioni per evitarla. È questo che fanno ogni giorno i Consorzi di bonifica: trasformano la fragilità idrica in capacità operativa, con cantieri che avanzano, progetti che si realizzano e un presidio tecnico che non si ferma mai.»

Così Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI, ha aperto il corso dedicato ai giornalisti, ricordando che l’acqua non è un tema settoriale, ma la prima infrastruttura del Paese. «Quando l’acqua è governata, il territorio tiene. Quando manca una strategia, ogni pioggia diventa un rischio e ogni estate un’emergenza. La modernità non è uno slogan: è la capacità di captare, trattenere, distribuire e difendere la risorsa più strategica che abbiamo.»

Gargano ha sottolineato come i Consorzi rappresentino oggi una delle poche strutture pubbliche in grado di progettare, spendere e realizzare nei tempi, con un modello di governance che unisce prossimità, competenza tecnica e responsabilità territoriale. «La prevenzione idrogeologica deve diventare la grande opera pubblica diffusa del nostro tempo. Non c’è sovranità alimentare, non c’è sicurezza dei cittadini, non c’è futuro produttivo senza una gestione idrica moderna e continua.»

Rivolgendosi ai giornalisti presenti, ha aggiunto: «Il vostro ruolo è decisivo. L’acqua non può essere raccontata solo quando manca o quando fa danni. Va spiegata ogni giorno, perché è un bene pubblico che vive di manutenzione, conoscenza e trasparenza. E perché dietro ogni campo irrigato, ogni città protetta, ogni territorio che resiste, c’è un lavoro che non fa rumore ma fa la differenza.»

E ha concluso con una visione netta: «L’Italia che tiene è quella che investe sull’acqua. Perché l’acqua è l’unica infrastruttura che, se cede, trascina tutto il resto.»