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Agricolae TV24/06/2026 13:49

Ue, Caselli (Legacoop): Pac ancora confusa e incerta. Cooperazione modello vincente per settore. VIDEOINTERVISTA

Ue, Caselli (Legacoop): Pac ancora confusa e incerta. Cooperazione modello vincente per settore. VIDEOINTERVISTA

“Nel corso dei lavori di questa mattina abbiamo approfondito dinamiche cruciali per il futuro del comparto. Da un lato, è stata riaffermata la visione strategica su agricoltura e cibo presentata lo scorso anno dal commissario Christophe Hansen; dall’altro, tuttavia, constatiamo come questi stessi obiettivi non trovino un reale riscontro pratico all’interno della proposta per la nuova PAC.

La scomparsa della netta distinzione tra primo e secondo pilastro genera forti incertezze: non è chiaro dove siano collocate esattamente le risorse aggiuntive promesse dalla presidente Ursula von der Leyen, né si rileva una reale segregazione dei fondi destinata in via esclusiva al settore agroalimentare.”

Così ad AGRICOLAE Simona Caselli, Legacoop Agroalimentare, Head of EU Affairs, a margine del Connact Summer Workshop organizzato presso il Parlamento europeo, a Bruxelles.

“Questa indeterminatezza delinea uno scenario fortemente problematico per le nostre imprese.

Un esempio emblematico è rappresentato dalla transizione digitale. Nel contesto italiano, caratterizzato da un tessuto di aziende agricole a forte impronta familiare, la digitalizzazione può essere efficacemente traguardata solo attraverso il pilastro cooperativo.

Le singole realtà non possiedono la forza economica per sostenere autonomamente gli investimenti nelle piattaforme tecnologiche; inoltre, un approccio frammentato impedirebbe l’interoperabilità e l’uniformità dei dati, rendendo impossibile il dialogo tra i diversi sistemi. Le cooperative hanno già dimostrato in passato di saper guidare questi processi, gestendo con successo l’ammodernamento delle linee produttive e della trasformazione grazie al supporto dei fondi per lo sviluppo rurale.

Oggi, invece, l’esatta destinazione di questi sostegni appare confusa. Su questo aspetto la nostra azione sarà determinata: continueremo a batterci per ottenere la necessaria chiarezza, evitando che si pianifichi un modello agricolo puramente teorico, distante dalle reali e impellenti esigenze delle campagne.

A ciò si aggiunge l’urgenza legata all’innovazione e al cambiamento climatico. Trovarsi a Bruxelles con una temperatura anomala di 38 gradi, immersi in una prolungata ondata di calore, è la dimostrazione tangibile della pressione a cui sono sottoposte le produzioni. Continuare a garantire alti standard in condizioni di forte stress climatico impone investimenti massicci in ricerca. In tal senso, desta forte preoccupazione l’orientamento della commissione ITRE del Parlamento Europeo, la quale suggerisce di escludere la finestra dedicata ad agricoltura e bioeconomia dal programma Horizon per concentrare le risorse esclusivamente sull’industria tradizionale.

Si tratta di una posizione inaccettabile per l’agroalimentare. Sebbene i parlamentari incontrati stamattina abbiano espresso parole rassicuranti, resta evidente l’importanza di questi tavoli di confronto per mantenere alta l’attenzione su dossier urgenti, a partire da quello sui fertilizzanti. Se finora il problema principale è stato legato ai costi, dalla prossima semina rischiamo di scontare una vera e propria carenza di disponibilità. Diventa quindi fondamentale sbloccare l’utilizzo dei digestati derivanti come sottoprodotti dalle filiere del biogas e del biometano, offrendo risposte concrete in tempi rapidi.”