Terra mare e non solo. Quando il primario si trasforma in secondario e muove il terziario
Gli altri siti del gruppo:

Categorie

Accesso

Agricolae TV10/06/2026 09:57

Uila, Fini (Cia): garantire reddito per attrarre giovani. Azioni preventive contro caporalato. VIDEOINTERVISTA

Roma - “Purtroppo ci sono tante difficoltà. Basti pensare che solo il 10% delle aziende agricole è under 40; è quindi evidente che il dato sia assolutamente negativo. Questo significa che dobbiamo fare di più: servono non solo risorse, ma anche politiche, anzi, soprattutto politiche. Noi non possiamo pensare che un giovane entri o rimanga in agricoltura con un grano che ha un prezzo assolutamente al di sotto dei costi di produzione. E potrei citare tanti altri esempi, sia a livello cerealicolo sia su altre produzioni. Perciò noi senior, per primi, dobbiamo costruire le condizioni affinché ci sia una prospettiva. I giovani devono trovare una prospettiva che derivi solo ed esclusivamente dal reddito; questo significa avere rese produttive e prezzi adeguati per garantire una PLV che consenta al produttore, e soprattutto ai giovani, di avere un guadagno.”

Così Cristiano Fini, presidente di Cia – Agricoltori italiani, a margine dell’VIII Congresso nazionale Uila “Il Lavoro, l’anima che ci tiene insieme” a Roma.

“Il lavoro e l’economia in generale sono fondamentali per evitare lo spopolamento e per mantenere le persone nelle aree più fragili del Paese, che sono le aree interne. Di conseguenza, dobbiamo creare anche qui le condizioni affinché ci sia più occupazione. Parlo di commercio, parlo di industria, ma soprattutto parlo di agricoltura. L’agricoltura è l’ultimo baluardo, e per questo dobbiamo favorire l’ingresso, ma anche la permanenza, degli agricoltori su questi territori. I giovani sono fondamentali perché ci garantiscono il futuro, ma il reddito è indispensabile per mantenere le persone e soprattutto le famiglie nelle aree interne, dove l’agricoltura familiare riveste un’importanza enorme. Dobbiamo creare le condizioni affinché abbiano un reddito, anche abbassando i costi di produzione e aumentando i prezzi per chi produce nelle aree più fragili, che sono poi quelle che ci offrono i prodotti migliori.”

“Ovviamente, chi naviga nell’illegalità crea una distorsione della competitività a danno di chi, invece, rispetta le regole. Noi dobbiamo combattere il caporalato con ogni mezzo. È un fenomeno che va contrastato sì con i controlli, con la repressione e con le sanzioni, ma dobbiamo anche mettere in atto azioni preventive. Questo significa intervenire sui trasporti, sugli alloggi, sulla semplificazione burocratica per quel che riguarda le assunzioni, dicendo no al click day e mettendo in campo un decreto flussi che sia veramente all’altezza della situazione. Non esiste una ricetta unica, ma servono più strumenti che, messi insieme, possano davvero contrastare e combattere il caporalato. La sola legge 199 del 2016 purtroppo non è sufficiente, quindi dobbiamo attivare anche altri interventi.”