Roma - “Ormai siamo totalmente concentrati, già da questa mattina, su una mobilitazione contro le speculazioni su olio e grano. La nostra linea di demarcazione separa un cibo buono, sano e di qualità da un prodotto ultraprocessato, nocivo e che, nella migliore delle ipotesi, è contaminato dal glifosato. Questo aspetto per noi è fondamentale, perché investire nel cibo significa creare ricchezza e occupazione.
Oggi lo abbiamo ribadito, così come per noi resta centrale il tema della condizionalità: una condizionalità non negoziabile e che non può in alcun modo essere cancellata. Siamo l’unica organizzazione all’interno del Copa ad averla difesa nello scorso settennato e a difenderla ancora oggi, perché crediamo fermamente che sia un elemento di valore al pari della reciprocità. Quest’ultima, infatti, diventa un fattore assoluto di competitività per le nostre possibilità di coltivare, produrre e dare lavoro in Italia, a differenza di chi preferisce importare prodotti che costano meno ma che, nel migliore dei casi, vengono raccolti o lavorati sfruttando i bambini”.
Così David Granieri, vicepresidente Coldiretti, a margine dell’VIII Congresso nazionale Uila “Il Lavoro, l’anima che ci tiene insieme” a Roma.
“Lo abbiamo detto con forza anche davanti a un sindacato che ha fatto della libertà e della legittimità dei comportamenti la propria bandiera. Abbiamo ribadito che, per noi, chi si macchia di caporalato deve essere penalizzato anche attraverso la perdita della Pac. In questo senso intendiamo marcare chiaramente la nostra posizione, condannando fermamente quanto accaduto ad Amendolara: onestamente, per noi quella non è una vicenda di caporalato, ma una vera e propria strage compiuta da delinquenti che non pagheranno mai abbastanza, purtroppo.”