Roma - Vino, Lollobrigida: considerare quantità e contesto in cui viene consumato. Anche assumere troppa acqua può avere effetti negativi
VINO, LOLLOBRIGIDA: CONFERMO QUELLO CHE SOSTIENE LA SCIENZA
“Confermo quello che la scienza sostiene e che probabilmente l’ignoranza cronica o la malafede dei soliti commentatori faziosi ritiene una boutade. Il mio invito è a studiare, a leggere o almeno a informarsi per scoprire dati che, pur sorprendenti, sono reali”.
È evidente che nessuno possa considerare l’acqua dannosa di per sé, e nel mio intervento sono stato chiarissimo. Anzi, è la cosa migliore da ingerire, ma come per qualsiasi alimento o bevanda, anche un consumo eccessivo può avere conseguenze negative. Lo dice la scienza, non il ministro.”
SBAGLIATO GIUDICARE UN PRODOTTO SENZA CONSIDERARE LA QUANTITA E IL CONTESTO IN CUI VIENE CONSUMATO
L’esempio serviva a sottolineare quanto sia sbagliato giudicare un prodotto senza considerare la quantità e il contesto in cui viene consumato, come avviene con il Nutriscore e le etichette allarmistiche.
VINO ALIMENTO PRESENTE DA MILLENNI NELLA NOSTRA ALIMENTAZIONE
Confermo che ritengo il vino, alimento presente da millenni nella nostra alimentazione, se assunto in modiche quantità e nell’ambito di una dieta bilanciata, non sia dannoso e possa persino avere effetti positivi. Il tentativo di ridurre il dibattito a caricature o distorsioni non fa altro che screditare chi lo porta avanti. La serietà con cui affrontiamo questi temi si basa sulla scienza e sulla tutela delle nostre eccellenze agroalimentari, non su strumentalizzazioni.
Così su Facebook il ministro Masaf Francesco Lollobrigida.
PARACELSO, E’ LA DOSE CHE FA IL VELENO
PARACELSO: SOLA DOSIS VENENUM FACIT, E’ LA DOSE CHE FA IL VELENO
“Sola dosis venenum facit” (è la dose che fa il veleno) è la frase su cui si basa la scienza di Paracelsio, una delle figure più rappresentative del Rinascimento che si laureò all’Università di Ferrara, più o meno negli stessi anni in cui vi si laureò Niccolò Copernico. Paracelso rivoluzionò la dottrina della medicina così come era interpretata fino ad allora mantenendo saldo il principio di Ippocrate.
LA DOSE FA LA DIFFERENZA TRA UNA CURA E UN VELENO
In effetti, la dose può fare la differenza tra una cura e un veleno. Ogni sostanza può in principio avere effetti positivi, negativi o neutri a seconda della quantità. Alcune sostanze notoriamente pericolose devono essere assunte in dosi elevate per risultare tossiche, mentre in dosi inferiori possono avere effetti curativi. Mentre alcune sostanze percepite come innocue o benefiche, come l’acqua o le vitamine, possono essere persino letali se assunte in dosi eccessive.
MOLTI GLI ALIMENTI PERICOLOSI O LETALI SE IN DOSI ELEVATE CHE MANGIAMO QUOTIDIANAMENTE. IL CASO ZAFFERANO
Basti pensare alle spezie che vengono consumate ogni giorno a tavola. Lo zafferano, famoso per l’utilizzo nel risotto, contiene il safrolo, sostanza tossica che mostra i suoi effetti dopo il consumo di 5 grammi della spezia famosa. 20 grammi possono diventare addirittura letali. Non a caso, fin dall’antichità, lo zafferano è conosciuto come un naturale abortivo.
LE MELE, I SEMI CONTENGNO L’AMIGDALINA CHE PROVOCA DEPRESSIONE E ASMA
E le mele? Il detto “una mela al giorno toglie il dottore di torno non funziona se vengono erroneamente ingoiati i semi: contengono amigdalina, la stessa sostanza tossica presente nelle mandorle amare. Possono risultare addirittura letali in dosi elevati come mezza tazzina e al di sotto, possono provocare sbalzi d’umore, depressione e difficoltà respiratorie.
MELANZANA, LA ‘MELA INSANA’: SE ASSUNTA IN GRANDI QUANTITA’ PUò PROVOCARE SONNOLENZA E ALTERAZIONI NERVOSE
Per non parlare delle melanzane: non a caso il termine deriva da “mela insana” in quanto contiene solanina, una sostanza che se assunta in grandi quantità può provocare sonnolenza, alterazioni nervose, emolisi ed irritazione della mucosa gastrica. La quantità di solanine o TGA nelle melanzane (si tratta, per la precisione, di solasonina), di solito, è di 60-110 mg/kg. Una sostanza presente anche nei pomodori acerbi.
LA CICERCHIE, SE LE SI MANGIANO TROPPO PROVOCA IL LATIRISMO CON PARALISI DEGLI ARTI INFERIORI: CONTIENE ODAP
“Pericolose”, in caso di eccessiva dose, anche le cicerchie: nell’Ottocento ci si accorse che, negli anni di carestia, un alimentazione basata quasi esclusivamente sulla cicerchia provocava il latirismo. Un disturbo neurologico che, nei casi più gravi, provocava addirittura la paralisi degli arti inferiori. Il responsabile è una sostanza contenuta nella cicerchia, una neurotossina sotto forma di amminoacido conosciuta come Odap.
