VIII Congresso Nazionale Uila: la relazione della segretaria generale Enrica Mammucari
Si sono aperti con la relazione della segretaria generale Enrica Mammucari i lavori dell’VIII Congresso nazionale della Uila, presieduti dal segretario nazionale Gabriele De Gasperis, alla presenza di 900 persone tra delegati e ospiti. Molto applaudita e apprezzata, la relazione ha preso il via dallo slogan che accompagna il congresso: “Il Lavoro, l’Anima che ci tiene insieme”.
In apertura ricordando i braccianti brutalmente uccisi ad Amendolara, Mammucari ha detto: “In quelle fiamme abbiamo visto bruciare anche la nostra coscienza, la nostra idea di lavoro, la nostra stessa anima. Per questo il nostro titolo non è una dichiarazione, è una responsabilità per essere più forti e per stare tutti dalla stessa parte” ha aggiunto invitando le associazioni datoriali che sottoscrivono i contratti a schierarsi contro ogni forma di sfruttamento. La segretaria ha indicato nella pace, nella stabilità e nella dignità del lavoro i traguardi e le scelte programmatiche concrete che la nostra società deve perseguire e dalle quali il nostro sindacato deve muoversi per edificare le fondamenta della convivenza fraterna e della giustizia sociale.
“Il titolo del Congresso non è un semplice slogan” ha precisato la segretaria generale “ma una presa di posizione chiara: il lavoro è il collante che tiene insieme società, comunità, democrazia e l’intero Paese. Il lavoro non può essere ridotto a una semplice prestazione, ma deve essere dignità, relazione, partecipazione, responsabilità, cura e appartenenza. Deve unire e non separare, costruire anziché sfruttare, generare valore condiviso anziché impoverire.”
MADE IN ITALY – MADE IN HUMAN. Mammucari ha ricordato il ruolo strategico del settore agroalimentare, pilastro dell’economia nazionale, capace di integrare economia, territorio, ambiente, cultura e relazioni sociali. Un sistema che coinvolge quasi 2 milioni di lavoratori e che produce non solo beni, ma valori collettivi: il cibo, infatti, è identità, storia, salute e comunità, grazie al lavoro di chi lavora nei campi, nelle aziende, nella trasformazione, nella logistica e nella distribuzione. “Dobbiamo e vogliamo rendere la filiera più giusta, più equilibrata, più umana. La forza del nostro agroalimentare è data dal fatto che l’eccellenza del prodotto è generata dal legame tra qualità, territorio e lavoro umano. Il valore non sta solo nei prodotti, ma nella qualità del lavoro che li rende possibili, restituendogli il giusto peso nelle scelte economiche e politiche. Per questo diciamo che il Made in Italy non può distaccarsi da valori e principi di eticità: deve diventare Made in Human.” La segretaria generale ha inoltre rilanciato la necessità di un ammortizzatore unico per il settore agricolo, capace di proteggere il lavoro dagli effetti dell’instabilità climatica e dagli eventi distruttivi della produzione.
LEGALITA’ E CAPORALATO. “La legalità del cibo deve diventare giustizia sociale nel piatto perché il cibo macchiato dalla violazione della vita umana fa male alla salute. Chiediamo al Governo e al Ministro del Lavoro di rendere operativa la norma sulla banca dati degli appalti in agricoltura, prevista nel Dl agricoltura, necessaria a mettere un argine ai caporali in giacca e cravatta oggi sempre più attivi nelle campagne. Il caporalato continua a colpire soprattutto i lavoratori più vulnerabili, in particolare migranti e irregolari. Per questo la qualità agroalimentare deve misurarsi anche nelle condizioni di lavoro, nella trasparenza dei processi, nel rispetto dei contratti e nella sicurezza” ha aggiunto Mammucari ricordando che molto è stato fatto grazie all’azione della Uila ma “ancora molto va fatto sul versante della prevenzione, rafforzando la Rete del lavoro agricolo di qualità e le sezioni territoriali anche attraverso convenzioni con gli Enti Bilaterali Agricoli Territoriali. “La bilateralità deve diventare la cabina di regia delle politiche attive, un sistema di governance del lavoro nelle filiere capace di incrociare domanda e offerta, fare formazione, rafforzare l’inclusione e leggere i fabbisogni reali dei territori e delle imprese.”
PAC e CONDIZIONALITA’ SOCIALE. Un appello alle associazioni datoriali è stato poi lanciato dalla segretaria per difendere unitariamente in Europa la PAC e la condizionalità sociale contro quegli Stati membri che non vogliono applicarla. “Se chiediamo alle nostre imprese standard elevati, non possiamo accettare prodotti provenienti da Paesi dove i diritti non vengono rispettati. Senza reciprocità non c’è mercato equo, ma concorrenza sleale che scarica i costi sul lavoro e sul reddito dei produttori” ha poi aggiunto.
CONTRATTAZIONE. Mammucari ha quindi ribadito il valore della contrattazione, “il perno dove si costruiscono le tutele e si redistribuisce la ricchezza” ricordando alcuni dei più importanti Ccnl di settore sottoscritti. “La bussola del nostro agire è sempre stata il confronto costruttivo, la concertazione e il dialogo sociale, senza dimenticare, quando necessario, lo strumento della lotta: ma la contrattazione resta il modo migliore per tutelare il lavoro. In questi quattro anni abbiamo rinnovato tutti i contratti nazionali, territoriali, di gruppo e aziendali migliorando diritti e tutele grazie alla capacità di trovare soluzioni adeguate alle specificità dei diversi settori” ha sostenuto la segretaria sottolineando come il recente rinnovo del contratto nazionale degli operai agricoli, “guarda al futuro introducendo due importanti novità: il contratto triennale con garanzia annuale di giornate per i lavoratori stagionali, per favorire continuità occupazionale e certezza di reddito, e il riconoscimento economico dell’anzianità di servizio per i lavoratori a tempo determinato più continuativi, attraverso un elemento di garanzia retributiva legato alla permanenza nella stessa impresa.”Contrattazione, fiscalità sul lavoro e bilateralità non sono tre livelli distinti, ma un’unica strategia integrata che mette al centro il lavoro e costruisce intorno ad esso una rete di diritti e prospettive. “Chiediamo che la detassazione degli aumenti contrattuali nazionali sia confermata, che venga ampliata la fascia di reddito per beneficiarne e resa strutturale la tassazione all’1% dei salari di produttività. Le lavoratrici e i lavoratori dipendenti sono i contribuenti più fedeli al fisco e meritano di non vedere falcidiate le proprie buste paga dall’inflazione.”
MIGRANTI. Ampio spazio anche al tema della dignità del lavoro migrante per i quali la segretaria ha detto: “Ci rivolgiamo al Ministro affinché si faccia portatrice del grido di dolore di decine di migliaia di lavoratori fantasma, che meritano di essere stabilizzati con un permesso per attesa occupazione.”
SALUTE e SICUREZZA. Sul fronte della sicurezza, Mammucari ha ribadito che Zero Morti sul Lavoro resta l’obiettivo centrale da difendere con la contrattazione e la bilateralità. Al fine di promuovere e divulgare la cultura della prevenzione e la diffusione delle buone pratiche, la Uila ha realizzato la Campagna dei diritti: salute e sicurezza nel settore agroalimentare”, ricerca realizzata in collaborazione l’Ital-Uil e il Dimeila-Inail che ha misurato e documentato i fattori di rischio da sovraccarico biomeccanico in diverse attività lavorative del comparto agroalimentare. “Salute e sicurezza non sono un costo aggiuntivo, ma una priorità politica e la misura di quanto sia realmente civile una società.”
PARITA’ DI GENERE. Le pari opportunità, “non rappresentano un ambito separato, ma una componente essenziale della qualità del lavoro”, ha aggiunto ricordando che unitariamente le parti sociali sono intervenute con strumenti concreti dando risposte avanzate attraverso prestazioni di welfare contrattuale a sostegno della maternità e della genitorialità, così come integrazioni al reddito nei periodi di discontinuità lavorativa, insieme ai percorsi di formazione e riqualificazione professionale e ai servizi territoriali che favoriscono la conciliazione tra i tempi vita-lavoro. Accanto a queste misure si è progressivamente rafforzato un ambito di intervento sempre più rilevante, quello della tutela delle lavoratrici vittime di violenza. Nei contratti e nei sistemi bilaterali sono stati introdotti strumenti specifici che prevedono congedi dedicati e percorsi di protezione, sostegni economici e accompagnamento nei percorsi di uscita dalla violenza, oltre a garanzie di continuità occupazionale e riservatezza. Si tratta di interventi che affermano un principio preciso: il lavoro deve essere un ambito di sicurezza e di libertà. In questa direzione si collocano anche le iniziative promosse dalla UILA in occasione dell’8 marzo e la campagna “basta violenza”, che hanno contribuito a riportare il tema dentro il lavoro e dentro la contrattazione, superando una lettura che lo confina esclusivamente alla sfera privata. A supporto di questa azione, la UILA ha promosso l’Osservatorio della filiera delle donne con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza del lavoro femminile lungo tutta la filiera agroalimentare orientando così, sulla base dei dati, le politiche contrattuali e le scelte.
SINDACATO E UILA. “Abbiamo scelto di costruire la UILA a partire dalle leghe comunali, dai territori, dalle fabbriche, dai luoghi di lavoro. Come articolazione organizzativa, senz’altro, ma soprattutto come modo di essere sindacato. Abbiamo scelto di stare dentro la vita delle persone. Di essere accanto a loro, anziché rappresentarle da lontano. Noi siamo un sindacato laico e riformista, con una grande anima e crediamo che nella giusta distanza il sindacato conquista risultati e costruisce leggi, contratti e tutele, attraverso alleanze strategiche fondate sulla reciprocità e sul bilanciamento tra interessi e valori. Siamo allenati ad essere visionari e la nostra anima è storia, identità e visione. Un’impronta che vogliamo rendere ogni giorno più forte, che ha scelto di crescere attraverso la passione, la competenza e la qualità del proprio gruppo dirigente. Perché lo sappiamo: senza competenze non c’è rappresentanza; senza credibilità non c’è tutela.
Nell’ambito dei lavori della mattinata sono intervenuti: Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura, David Granieri, vice presidente Coldiretti, Cristiano Fini, presidente Cia-Agricoltori Italiani, Tommaso Battista, presidente Copagri, Mario Piccialuti, direttore generale UnionFood, Serafino Cremonini, presidente Federprima, Raffaele Drei, presidente Confcooperative Agroalimnetare e Pesca, Michele Morrocchi, responsabile relazioni industriali Legacoop, Antonello Capua, presidente Agci Agroalimentare, Giorgio Piazza, presidente Enpaia, Giovanni Mininni, segretario generale Flai Cgil, Antonio Castellucci, reggente Fai Cisl, Claudio Paitowsky, presidente Confederdia.